ME LA FAI UNA CASSETTINA, DJ di Andrea Bentivoglio

RACCONTO N. 8
“Sarei andato a pescare perle abbandonate di generi minori, ignoti pezzi di titanica bellezza, misteriose B-side di cui anche gli interpreti si erano scordati. Avrei scandagliato discografie, rivoltato scaffali nei negozi di musica, dissotterrato pacchi polverosi di vinili nelle cantine. Ambivo a raggiungere la vetta dell’antica arte del mixtape, che ogni vero dj deve saper padroneggiare. Mi ero quasi commosso pensando alla fortuna che aveva avuto Patty a incontrarmi, le avrei aperto nuovi mondi musicali…”

Me la fai una cassettina, dj di Andrea Bentivoglio, pp. 43-47 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Andrea Bentivoglio si trasferisce giovane nella provincia marchisciana. Nel 1991 compra due giradischi e un mixer. Da oltre vent’anni mette dischi ovunque glielo chiedano. Nel 2002 si trasferisce a Salonicco. Pure lì mette dischi. Nel 2003 apre un blog. Una decina di anni dopo ha quasi smesso. Ha collaborato con programmi radiofonici, portali musicali, webzine, blog, ebook collettivi ed è finito su un paio di libri di carta. Nel 2010 è tornato nella provincia marchisciana e continua a mettere dischi ovunque glielo chiedano, e anche dove non.

MO’ TI FACCIO PIANGERE di Manuel Graziani

RACCONTO N. 7
“Mi si piazza a fianco. Incollata. Faccio un mezzo colpo di tosse e con cautela scosto di qualche centimetro lo sgabello dove sono seduto. Lei scivola ancora dalla mia parte. Di sguincio noto che ha una bottiglia di birra in mano. Di quelle da mezzo litro, birra al grano o qualcosa del genere. La impugna dal collo, penzoloni, e la fa dondolare con un ritmo tutto suo. È una ragazzetta sui vent’anni così magra da suscitare un misto di tenerezza e disgusto che si traduce in imbarazzo…”

Mo’ ti faccio piangere di Manuel Graziani, pp. 39-42 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Manuel Graziani – ovvero io – sono nato nel 1972 a Teramo dove continuo a vivere con malcelato piacere. Dagli inizi degli anni 2000 scrivo di punk-garage-r’n’r e libri sregolati su Rumore. Come narratore perimetrale, e più o meno amatoriale, ho pubblicato qualche raccontino qua e là e quattro libri: una raccolta di racconti, una biografia, un romanzo breve e un saggio. Con degli amici ho messo su il gruppetto musicaletterario Amelie Tritesse, di cui è in giro un cd-libro dall’emblematico titolo Cazzo ne sapete voi del rock and roll.

AUTOREVERSE di Simone Lucciola

RACCONTO N. 6
“Poi c’è quello che ho sentito e risentito: i miei genitori fricchettoni, io neonato, le canne e i tormentoni delle varie stagioni, gli scoponi scientifici estivi sul tetto di un’auto, le schitarrate in strada, ogni singola battuta inseguita, quando ancora non conoscevamo il tempo. E il tempo perso: il disco mai finito di incidere, sbattuto in qualche cassonetto o rivenduto col registratore e gli inediti dimenticati e forse buoni. Il nastro che s’è rovinato, con la voce di mio nonno, che non ho mai ascoltato…”

Autoreverse di Simone Lucciola, pp. 35-38 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Simone Lucciola è nato a Formia (LT) nel 1978. Punk-rocker, illustratore e disegnatore underground, giornalista musicale autonomo sulla sua webzine www.lamette.it. Ha pubblicato i libri a fumetti LO-FI (GRRRzetic, 2010) e Campana, a quattro mani con Rocco Lombardi (G.I.U.D.A., 2011, 2014) e i libri di poesie Disulfiram (PerroneLAB, 2010) e Bianco di Titanio (deComporre, 2014, 2015). È il cantante delle punk band Blood ’77 e Gioventù Bruciata.

C60 di Gianni Miraglia

RACCONTO N. 5
“…lo stereo di mio padre, un Thorens casse Bose registratore Sansui, l’unica pecca perché i gialli non ne sanno niente come di rock’n’roll, non parlatemi di Shonen Knife perché piacevano a Kurt Cobain, quello era uno sfigato: lo dice quello del film. Però gloria a Cobain che ha santificato i Meat Puppets nel concerto delle candele, un altro Kurt, ma che inizia con la C, Curt Kirkwood gran chitarrista che suona con la monetina…”

C60 di Gianni Miraglia, pp. 29-33 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Gianni Miraglia vive a Milano. Quattro romanzi all’attivo e collaborazioni con Icon, Rolling Stone, Rumore, GQ, Wired e Marie Claire. Ex-pubblicitario, è autore e protagonista del format per Dmax #MandatemiAquelPaese. Vive su Facebook, tra esperimenti narrativi e sacrosanta futilità. Crede nell’io-narrante, strumento che può rendere epica la quotidianità e insignificante la grandezza. Ha tanti tatuaggi, ma non ne parla mai.

QUEL BASTARDO DI MIKE PATTON di Carlo Cannella

RACCONTO N. 4
“Una notte un uomo entrò dalla finestra della mia camera da letto mentre dormivo. Forse mi narcotizzò. Erano passati 25 anni da quella volta che avevo inciso i miei primi pezzi su una cassetta intitolata Preavvisati… ma non premuniti. Fatto sta che mi svegliai a mattina inoltrata, imbavagliato con del nastro da pacchi e legato a una sedia con una corda di nylon. L’uomo indossava una felpa azzurra e calzoni da lavoro grigi. Aveva occhi opachi e i capelli unti. Un sorriso sarcastico persisteva sulle sue labbra anche quando era ormai palesemente inopportuno. Mi puntò una pistola alla tempia…”

Quel bastardo di Mike Patton di Carlo Cannella, pp. 23-27 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Carlo Cannella è nato ad Ascoli Piceno nel 1963. Ha cantato in alcune hardcore band, ha pubblicato un paio di romanzi e quattro racconti. Attualmente insegna in una scuola primaria a Frascati. Non si sente molto bene.