Spero non me ne vorrano Paolo e Giustino, alias Iver & the drIver, se confesso che il loro disco d’esordio staziona stabilmente nella cassettiera di fianco al mio stendipanni. Tranquilli, non deve passare la canonica prova prima di essere risucchiato dal lettore titolare. Samples and Oranges su Ghost Records è un disco perfetto, il meglio che ci possa essere, per stendere e/o piegare i panni. Sembra che la stanza profumi più del solito mentre il soffice songwriting di Iver viene avvolto dai delicati rintocchi elettronici di drIver. Microchirurgia digitale al servizio di una chitarra acustica, e viceversa. Folk dinoccolato, tagliato e cucito da due vecchi sarti con la linea adsl nel retrobottega. Indietronica essenziale, spogliata di quel manierismo che fa tanto chic. Questo non è un disco che esplode subito, va ascoltato e riascoltato con parsimonia. L’orecchio non frettoloso si stupirà nell’apprendere che 10 implosioni sorde possono fare molto rumore, basta saperlo ascoltare.


Aspetto di vederli e ascoltarli dal vivo, anche per ricevere un’altra mail di invito da Paolo; le due che ho ricevuto erano fantastiche: altro che le newsletter che troppe volte arrivano da etichette o book manager che t’invitano al “concerto dell’anno”.
At salut, Manwell!
(Tornasti da Palemmo?)
Anvedi sto Mansell..butto la classica ricerca su google digitando il nome musicalmente a me più caro negli ultimi anni e mi ritrovo tuo detergente sonoro! Facciamo che per festeggiare scrivo una canzone e la intitolo “Standy Panny”.
Complimenti per l’articolone su Rumore e di a Strelnik che appena chiudiamo una data riprendo a mailare come piace a lui.
Quello che google chiama Paul Navy!
grande Paul!
“Stendy Panny” è un’idea, io ci butterei nel ritornello pure qualche rock & roll che fa sempre la sua figura… sono in procinto di recarmi alla Mazzini per adagiarmi tronfio sotto le plancie, il mister ha chiamato e non ho potuto dirgli di no ora che è finito Lost… ci si vede là se ci sei…