siamo tutti pazzi!

Negazione

Non sono mai stato un accanito seguace dell’hardcore. Ciò non toglie che alla fine degli anni ottanta abbia anch’io avuto la mia bella razione di Indigesti, Raw Power, Kina e Negazione. E proprio a proposito dei torinesi ultimamente mi capita di pensare spesso ai versi di una loro nota canzone: chissà perché?

nelle strade, nelle piazze, nei palazzi
i bambini, madri a casa, operai
tanti soldi, una casa, un lavoro
tutti pazzi, tutti pazzi, tutti pazzi!
non è questa la mia vita,
tutto questo non fa per me
una guerra, una morte, grande corsa verso la morte
tutti felici, tutti contenti, state morendo
tutti pazzi, tutti pazzi, tutti morti.

Qui potete scaricare una bella versione live del pezzo con MGZ ospite.

addaveni’ baffone

foto Truzzi Broders

Non se li ricorderà nessuno. Io sì, me li ricordo… e come se me li ricordo. Presi il vinile giallo ‘Nzalla dei TRUZZI BRODERS ad Ascoli Piceno in un negozietto che si chiamava Musica Inn o qualcosa del genere. Era il 1987, avevo 15 anni ed avevo bellamente fatto cupp* a scuola per arrivare in pullman nel capoluogo marchigiano a fare incetta di vinili svenduti a 5.000 lire cadauno.

cover Truzzi Broders

Quando si è ragazzini e si fa gli alternativi c’è il rischio di prendersi troppo sul serio. Io, fortuna mia, non l’ho mai fatto. Tant’è che quella mattina mi portai a casa Miami dei Gun Club, Mutiny dei Birthday Party e, appunto, ‘Nzalla dei Truzzi Broders. Cazzo, ci voleva un po’ di allegria: che dite?

Da lì a poco partii per la solita gita scolastica di fine anno. Sinceramente non ricordo se si trattasse di Germania o Ungheria. Ma ricordo chiaramente altezzose figlie di notai e farmacisti, giovincelli viziati ora avvocati di grido o peggio politichetti dal sorriso facile, tutti insieme cantare a squarciagola addavenì baffone. Non è mai venuto ‘sto cazzo di baffone. E io son lì che ancora l’aspetto…

* marinare, tagliare, schissare, ballarsela, bigiare, salare, zumpare, fare fuga, fare chiodo, fare blaum, fare sega, fare filone, fare sgrich, fare lippa… vi rimando qui per ulteriori approfondimenti.

il punk arranca ma non è morto!

flyer Road To Ruins

Sì, avete letto bene. Il punk arranca ma non è morto. Tra coloro che lo tengono in vita spicca quel folle di Pierpaolo che a Roma organizza la terza edizione del Festival Road To Ruins il 17, 18 e 19 novembre. Vecchi eroi incartapecoriti (Unnatural Axe, The Eater e Fast Cars) e giovani leoni affamati (The Spits e Neon Maniacs) si avvicenderanno sui palchi del Traffic e del Circolo degli Artisti. Più robusta del solito l’Armata Brancaleone italiana: assieme agli straordinari Taxi, i numeri uno indiscussi in Italy sul fronte ’77 punk che morde e accarezza, ci saranno Bonnie Parkers, Highschool Lokers, Black Circus Tarantula, Not Right e Super Sexy Boy 1986.

… a proposito di Super Sex Boy 1986 è davvero una gran botta il loro Detroit sound farcito di punk rancido e garage muscolare. Scommetto che sentiremo parlare di questi cinque giovinastri vicentini, titolari di un bel cd-r di 9 pezzi, che hanno tenuto alto l’italico vessillo su una recente compilation della label inglese Motor Sounds. Bene così, molto bene…

Super Sex Boy 1986

LUCA FRAZZI, un gooner punk rock di provincia!

foto Luca Frazzi

Era da un po’ che volevo farmi quattro chiacchiere con LUCA FRAZZI e non c’era opportunità migliore dell’uscita nell’estate del 2003 del suo ultimo libro Lontano da Highbury – diario italiano dell’indimenticabile stagione dell’Arsenal 2001/2002 per esaudire questo desiderio. L’occasione fa l’uomo ladro così, interloquendo con uno che scrive di musica non allineata da più di 20 anni, la discussione è arrivata sino al punk, al r’n’r, allo stato di salute della stampa musicale “alternativa” del belpaese, ecc. Un’ora al telefono non significherà granché, ma è bastata a confermarmi l’idea che mi ero fatto leggendo da anni i suoi articoli. Luca Frazzi è persona competente, alla mano, discreta, timida, agli antipodi di molti critichini musicali con la puzza sotto il naso (indistintamente di fanzine e riviste ufficiali) con cui mi è capitato di scambiare qualche parola. A voi.

Partiamo dal libro Lontano da Highbury di recente pubblicazione per i tipi di Libri di Sport. Come è nata l’idea?
cover Lontano da Highbury L’idea del libro è casuale… io ho varie agende in cui annoto un po’ di cose, personali e non, e mi sono accorto che alla fine della stagione calcistica 2001/2002 mi ero appuntato diverse cose sull’Arsenal, partita per partita, così, dopo la gara col Manchester, ho pensato che era il caso di buttare giù qualcosa di più articolato. L’ho fatto principalmente per me stesso, mi sarebbe spiaciuto perdere il ricordo di queste emozioni.

Quindi inizialmente non pensavi ad una pubblicazione…
No, non inizialmente. Poi in un secondo tempo ho parlato di questa roba qui con un amico inglese ed è uscito fuori che quello che avevo scritto avrebbe potuto incuriosire i tifosi inglesi dell’Arsenal. Sinceramente ci avevo pensato anch’io a questa ipotesi perché conosco la situazione del tifo dell’Arsenal. Ci sono molte pubblicazioni (amatoriali e non) relative ad ogni singola squadra inglese, che vengono vendute fuori dallo stadio… anche perché, solitamente, chi ne compra una è un completista. Da lì è venuta quindi l’idea di dare una forma più definita agli appunti che avevo, con una scansione partita per partita, con date ecc… malgrado fossi ben cosciente che sarebbe stata la stessa scansione che aveva dato Nick Hornby. Continua a leggere LUCA FRAZZI, un gooner punk rock di provincia!

zucchero filato psichedelico

The High Dials cover The High Dials

THE HIGH DIALS “War of The Wakening Phantoms”
(Rainbow Quartz/Goodfellas)

Pare che il sound dream-pop della fu “Madchester” stia tornando in auge. Gli High Dials ne sono un convincente esempio. All’esordio lungo del 2003 A New Devotion fa ora seguito questo nuovo album che si spinge ancor di più verso lidi onirici. I ragazzi canadesi paiono accaniti seguaci del power pop che suonano come degli educati hippie, psyco-poppers stile Flaming Lips tirati a lucido, rockers psichedelici pronipoti di Who, Kinks, Byrds e cugini alla lontana di Stone Roses, Spiritualized, Ride (Our Time is Coming Soon). Giacché siamo di rimandi, aggiungo che nelle 14 tracce del cd ci sentirete pure echi di Beatles, Teardrop Explodes e perché no Belle And Sebastian… oltre a qualche spruzzo garage e un semi plagio degli Echo and The Bunnymen (Soul in Lust). Tanta roba, forse troppa, ma decisamente ben assortita.

Questa recensione sarebbe dovuta essere su Rumore di settembre. Così non è stato, evidentemente.