A PLEGINE SUPREME di Andrea Valentini

RACCONTO N. 12
“Lester non arrivava, la fricchettona iniziava ad addormentarsi sul divano e la voglia di scopare le era passata. Mi infilai i due 45 giri sotto al chiodo e le dissi che dovevo andare. Era cotta come un gambero. Fece ciao-ciao con la manina e indicò la porta.
Mentre stavo uscendo mi corse dietro barcollando. Cazzo… si era accorta dei dischi? Abbozzai, infilai una mano nella tasca dei jeans. Dentro c’era una cassetta scheggiata con scritto “The Gun Club” a pennarello nero, direttamente sulla plastica. Gliela allungai dicendo: «Tieni questa. Ti cambia la vita, sai?»…”

A Plegine Supreme di Andrea Valentini, pp. 65-69 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Andrea Valentini è nato ad Alessandria nel 1970, è appassionato di musica rock e soprattutto derivati (metal, punk, hardcore, garage), colleziona dischi e scrive da molti anni. Ha indossato diverse maschere: sceneggiatore di cinema e tv, caporedattore di mensile patinato, coordinatore di un grande portale. Ma ora è momentaneamente fuori dal tunnel del divertimento. Vive in campagna, dove fa diversi mestieri con nomi in inglese, ma fondamentalmente scrive di tutto un po’, anche libri musicali. Ogni tanto cerca di capire cosa farà da grande, prima che sia troppo tardi. Si distrae troppo spesso con tatuaggi, chitarre elettriche e vinili.

PUGNO CHIUSO, E CASSETTA ROSSA di Maurizio Di Fazio

RACCONTO N. 11
“Mio padre era un bancario, mia madre una casalinga e mio fratello uno skater quindicenne ai primi tatuaggi: oggi è un caddista e un mc hip-hop demenziale di 39 anni, e nelle sue liriche misogine, omofobe e sbirrofobe, postribolari e casualmente immemori delle grandi famiglie ideologiche del Novecento, mescola Salvini e Jo Donatello, i Le Pen e Jocelyn, il gangsta-rap e le impellenze fisiologiche. C’era ancora mio nonno, che mi regalò il mio primo motorino: uno sfolgorante Sì Piaggio grigio antracite capace di sfiorare anche i sessanta km all’ora se lanciato come se non ci fosse un domani in discesa…”

Pugno chiuso, e cassetta rossa di Maurizio Di Fazio, pp. 59-63 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Maurizio Di Fazio è nato negli anni Settanta a Pescara. Attempato ma sempre vanesio, non vuole specificare meglio. Attualmente si occupa di spettacoli, cultura e attualità per Il Fatto Quotidiano.it, e a volte anche per L’Espresso e il Venerdì di Repubblica. Pare sia anche autore di programmi televisivi Rai. Ha vinto qualche premio letterario e pubblicato il libro di narrativa frammentaria Te lo giuro sui Radiohead. Un suo racconto, Bolsefobia: fobia dei bolscevichi, è presente nell’antologia Fobie.

EL FUNKY BARBONCIN di Ricky Russo

RACCONTO N. 10
“A tre metri da noi, più in alto, quela che sembra la zia de James Brown, vestida come George Clinton fatto de crack, fa pissar el suo funky barboncin. El cagneto probabilmente iera tutta la notte che la stava tignindo, probabilmente la sera prima el gaverà anche bevudo un paio de Brooklyn Lager magnando pollo fritto al Sylvia’s Restaurant. Bon, fatto sta che el mato tira na pissada epocale de litri e litri che gnanche King Kong…”

El funky barboncin di Ricky Russo, pp. 55-58 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Ricky Russo è nato nel 1973 a Trieste. Vive a New York dal 2013. Freelance rocker, DJ, giornalista musicale, guida turistica, writer, dreamer, speaker, autore di programmi radiofonici e televisivi. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulle origini del Punk-Movie. È tra i fondatori di Radio Nuova York. Collabora con il quotidiano triestino Il Piccolo, Radio Ara Lussemburgo e Radio Contrabanda Barcellona. Dal 2004 al 2014, con la sorella Elisa, ha condotto la trasmissione In Orbita su Radio/TV Capodistria. Nel 2013-14 ha collaborato con ICN Radio NY e con il quotidiano America Oggi. Per Bon, For Real è il suo primo libro (Nativi Editore, 2013) www.rickyrusso.com.

SPIRITUAL di Vittorio Bongiorno

RACCONTO N. 9
“Appena la porta si era chiusa alle sue spalle Giosuè – che più tardi sarebbe diventato Jò – si era sentito immediatamente nudo, di fronte a tutti gli altri bambini. La voce a siringa dell’esperto studioso di cultura afroamericana aveva preso a raccontare le origini di quella musica, i canti di lavoro degli schiavi africani, Joshua Fit the Battle of Jerico, Nobody Knows the Trouble I’ve Seen e John the Revelator in sottofondo…”

Spiritual di Vittorio Bongiorno, pp. 49-53 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Vittorio Bongiorno è nato a Palermo ne 1973. Voleva fare il musicista ed è finito a fare lo scrittore. Molti dei suoi romanzi e racconti sono diventati reading musicali in cui suona chitarra, cigar box guitar e loop. Il suo ultimo romanzo è Il Duka in Sicilia (Einaudi Stile libero, 2011). In uscita, prossimamente, Il suono delle città (EDT).

ME LA FAI UNA CASSETTINA, DJ di Andrea Bentivoglio

RACCONTO N. 8
“Sarei andato a pescare perle abbandonate di generi minori, ignoti pezzi di titanica bellezza, misteriose B-side di cui anche gli interpreti si erano scordati. Avrei scandagliato discografie, rivoltato scaffali nei negozi di musica, dissotterrato pacchi polverosi di vinili nelle cantine. Ambivo a raggiungere la vetta dell’antica arte del mixtape, che ogni vero dj deve saper padroneggiare. Mi ero quasi commosso pensando alla fortuna che aveva avuto Patty a incontrarmi, le avrei aperto nuovi mondi musicali…”

Me la fai una cassettina, dj di Andrea Bentivoglio, pp. 43-47 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Andrea Bentivoglio si trasferisce giovane nella provincia marchisciana. Nel 1991 compra due giradischi e un mixer. Da oltre vent’anni mette dischi ovunque glielo chiedano. Nel 2002 si trasferisce a Salonicco. Pure lì mette dischi. Nel 2003 apre un blog. Una decina di anni dopo ha quasi smesso. Ha collaborato con programmi radiofonici, portali musicali, webzine, blog, ebook collettivi ed è finito su un paio di libri di carta. Nel 2010 è tornato nella provincia marchisciana e continua a mettere dischi ovunque glielo chiedano, e anche dove non.