Welcome in the shit

Per fortuna molti mangiaspaghetti che bazzicano il garage-r’n’r-punk meno allineato non difettano di (auto)ironia. Ad esempio sanno di rimestare nella merda e lo rivendicano con orgoglio. Penso all’etichetta Shit Music For Shit People, a Merda Zine di quei coprofili incalliti della Bubca Records (peraltro freschi della compilation “Sono una Merda” sulla sussidiaria Drug City), ed ora alla Welcome In The Shit, nuova label abruzzese che ha appena messo fuori un bel trittico di EP su cassetta.
cover Plutonium BabyPartiamo dal gradino più alto del podio su cui salgono i/le PLUTONIUM BABY, il supergruppo capitolino formato da pezzi di Motorama e Cactus che da queste parti amiamo un freco. A parte la voce e la chitarra di Daniela, l’unico comune denominatore dei 4 brani, registrati in presa diretta con differenti line-up, direi che è l’allucinazione. Il post-punk angolare e riottoso di Be My Man è un assalto all’arma bianca degno dei migliori Intelligence, la cantilenante 2.000 Fish con quel synth e la voce filtrata dal megafono ipnotizza più del buon Giucas Casella. Il promettente abbozzo di easy listening virata no wave, King of Kickback, tira la volata all’improvvisazione Sugar Crime che chiude le danze con lo stesso carico di alienazione con cui sono state aperte. Davvero un ottimo EP.
cover The Bomb'O'NyricsLa medaglia d’argento se l’aggiudicano le BOMB’O’NYRICS band garage r’n’r tutta al femminile che è fin troppo facile accostare a Shangri-Las, Pandoras e Headcoatees. In realtà la musica partorita da queste “quattro paia di ovaie” (cit.) lombardo-piemontesi è molto più basica e scassata: fossi un Mastelloni qualunque userei il termine “nature”. I cori da terza elementare (Get On The Road), lo scarno blues-country da scuole serali (What About You, She Was Puking) e le armonie a più voci (Come See Me, Wild Men) sono un vero spasso. E poi da ogni centimetro del nastro magnetico traspare la voglia di queste fanciulle autodidatte di divertirsi e farci divertire: vi pare poco?
cover The CogsFanalino di coda THE COGS, ma solo perché risultano i più convenzionali del lotto. Tanto per dire, rispetto alle donzelle sopraccitate, sembrano iperprodotti. Detto questo i Cogs sanno indubbiamente il fatto loro e lo dimostrano fin dalla prima traccia No More dove rockarollano come una band paisley infettata dal blues-punk di Gories, Oblivians e compagnia cantante. La temperatura sale in And I Know per esplodere in Umbrella e Wet Skirt, due fiammate di r’n’r punk crampsiano che assieme non arrivano a 3 minuti. Infine, per farci vedere di che pasta sono fatti, i toscanacci ci piazzano tra capo e collo il ballatone country-blues Written With The Stone.
Concludo con uno stralcio del manifesto programmatico dell’etichetta: “Si accettano solo scarti, pezzi cestinati, prove registrate in saletta, stramberie destinate a non essere mai incluse nella track list di un lp; outtakes, esperimenti folli di un pomeriggio che andrebbero perduti per sempre. Non vi aspettate quindi coerenza di stile o di suono, ma piccole collezioni di schegge impazzite e deragliamenti musicali.”
Aggiungo soltanto che ogni cassetta, a colori e in edizione limitata a 69 copie, costa 5 euro; con un euro in più vi ci danno il cd-r e con 6,50 euro vi arriva a casa pure Mimetics, spartana fanzine di “musica delinquentistica per organi caldi” (welcomeintheshit@hotmail.it). Altro che shitgaze qui, cari amici, la merda puzza sul serio.

Pezzo pubblicato su RUMORE #248 di dicembre 2012.

Condividi sui social network