Vuotate il sacco e correte più leggeri

IL VUOTO ELETTRICO
Virale
(DreaminGorilla/Banksville)

IlVuotoElettrico_ViraleC’erano una volta gli anni ’90 del noise-rock tricolore cantato, urlato, finanche parlato nella lingua di Dante e, ahimè, di Dente.
Era la risposta rumorista e “hardcore” ai cantautori dei decenni precedenti. Fluxus, Massimo Volume, Santo Niente, Six Minute War Madness. Un vuoto elettrico, appunto, come quello di questo cazzuto gruppo esordiente che si muove sull’asse Bergamo-Brescia.
Un vuoto elettrico imbevuto di noise e post-hardcore a volte minimalista e altre massimalista, riempito da testi spesso recitati dove il confine tra la sagacia e il cut-up alla cazzo di cane è invisibile.
Per dire, Arianna tace pare una versione capovillizzata di Chiara dei Rats e non saprei dirvi sinceramente quale delle due è l’offesa e quale il complimento. Le lacrime di Dio è un bel pezzo tirato che emette quella puzza (o odore, dipende dai punti di vista) tipica di una palestra piccola e buia dove si pratica la boxe: in questo caso i contendenti sono Massimo Volume e Linea 77.
Mi piacciono le progressioni ritmiche serratissime e gli intrecci chitarristici elettropsichedelici che Il Vuoto Elettrico sfoggia, ad esempio, in un pezzo come Il tuo ego, il mio crollo. Ma la carne al fuoco mi pare troppa: c’è persino la cover di Emilia paranoica dei CCCP, invero riuscita molto bene.
Il consiglio spassionato è di cavare, limare, buttare a mare e togliersi così i pesanti fardelli che nel tempo rischiano di schiacciarli.

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