Veni, VeeDee, Vici

 

Vee Dee

VEE DEE “Furthur”
(Criminal IQ)

VEE DEE “Furthur”Anticipato da un 7” edito dalla nostrana Goodbye Boozy Records dell’amico Rags, vede finalmente la luce l’esordio lungo del power trio chicagoiano Vee Dee. L’album, sia su cd che su lp (in una limitatissima edizione in vinile bianco), contiene 12 pepite che farebbero la fortuna di ogni buon cercatore d’orock’n’roll. Non tragga in inganno l’iniziale Flashes of Her, che nel ritornello ricorda le trame montanare dei primi Screaming Trees. Il punk dei tardi seventies esplode in tutta la sua crudezza nell’assalto all’arma bianca TV Police, nel furibondo anthem Tet Midwest e nel numero vagamente psichedelico Kaleidoscope Death Ray, che fa tornare alla mente i Radio Birdman. A seguire un incesto selvaggio tra Stooges, Misfits, Cramps e Black Flag, con apprezzabili decelerazioni sixties psych-garage (Blood Zombie) e afflati power-pop-punk alla Buzzcocks (I Despise). Per chi scrive questo è uno dei migliori full length del 2004 nell’ambito del r&r più sconquassato e lo-fi… e non c’è da stupirsi più di tanto visto che il bassista – e pure basista, come mi suggerisce il correttore automatico di Word – di questa scorbutica conbriccola dell’Illinois incendiava palchi con gli immensi Brides.

Questa recensione sarebbe dovuta essere su Punkster #5 di novembre-dicembre 2004, ma saltò per un errore tipografico… poco dopo saltò anche il magazine, pazienza. L’ho ritirata fuori perché so che i Vee Dee sono tornati in pista col nuovo ep “Glimpses of Another World” su cui spero di mettere le mani prima possibile… e giacché ci sono, facciamo un piccolo gioco: a quale copertina fa il verso quella di “Furthur”? Forse, ma dico forse, c’è anche un premio in palio!

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