Un agosto con Lansdale

libri Lansdale

Qualche anno fa uno scrittore italiano del giro mainstream nell’allungarmi il suo ultimo romanzo mi disse una cosa del genere: “Tieni… tu sei un lettore forte”. Intanto mi parve recitacchiasse un po’ troppo e poi questa storia del lettore forte non l’ho mai capita bene. Che significa essere un lettore forte, debole o così così? Peraltro non è detto che leggere sia poi tanto meglio di occuparsi di altro. Ognuno fa del proprio tempo libero ciò che vuole, questo è pacifico, magari coltivare un orto dà anche più soddisfazioni, chi lo sa.

Detto ciò, già da qualche estate evito accuratamente di leggere titoli nuovi e mi dedico al recupero e/o approfondimento di libri e autori che, per un motivo o per un altro, mi erano sfuggiti.
Quest’anno, nelle tre settimane di agosto al mare, complice un banchetto di libri sulla spiaggia a poche decine di metri dal mio ombrellone, mi sono immerso nella lettura di Joe R. Lansdale recuperando così buona parte dei suoi titoli che mancavano alla mia già discreta collezione. Giocando a fare una classifica metto al primo posto senza dubbio Bad Chili perché Hap e Leonard stanno comunque avanti: l’unica pecca riguarda l’eccessiva quantità di refusi presenti in questa edizione ristampata da Fanucci (penso che la prima sia uscita in Italia per Einaudi). Molto bello anche L’anno dell’uragano che è stata una piccola rivelazione. A seguire Il valzer dell’orrore, Freddo a luglio e Londra tra le fiamme, anche se quest’ultimo è troppo “fantastico” per i miei gusti. Fuori classifica la raccolta di racconti Altamente esplosivo ché, come sanno bene i suoi voraci lettori, sul breve il vecchio texano dà sempre il meglio.

Ho letto anche il divertentissimo La grande rapina ai Led Zeppellin di Jason Buhrmester, sempre per Fanucci nell’ottima collana “Collezione Vintage”. E infine Uccidere ancora di Yari Selvetella, che ho preso perché serbo un buon ricordo dell’autore con il quale ho condiviso un pranzo a base di specialità gastronomiche teramane. Il suo romanzo, liberamente ispirato alla storiaccia del massacro del Circeo, è ben scritto, inappuntabile da quel lato lì, e non è affatto poco.

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