THIS IS POWER POP

L’etichetta power pop, più di altre, significa tutto e niente. E diciamolo pure: per noi poveri pennivendoli spesso è l’ultima spiaggia, due paroline da tirar fuori quando non si sa che pesci prendere di fronte ad una melodia irresistibile che plana sulle ali di un rock bello sostenuto. Peraltro ultimamente è anche tornata di moda e fa fico piazzarla qua e là nelle recensioni. Ma state tranquilli ché non è il caso di questi 3 dischetti. Qui il power pop ci entra sul serio.
cover The White WiresPer chi crede ancora ai miracoli eccovene uno piccolo piccolo a base di melodie zuccherose, voci saltellanti e chitarrine catarifrangenti. Dopo l’album Girly Girly Girly i WHITE WIRES di Ottawa (Ontario) piazzano questo ottimo singolo su una nuova etichetta di Chicago, Trouble In Mind, messa su dai coniugi Bill e Lisa Roe dei CoCoComa con l’intento di ricalcare le produzioni garage pop dei Sixties. E infatti tutte le copertine del catalogo hanno la stessa grafica da 7” per jukebox col foro al centro che svela il buco grande nel vinile. Qui dentro sono celate due gemme senza tempo che ci ricordano quanto la “circolarità” del r’n’r abbia ancora tanto da dire e da insegnare. La title track Pretty Girl è un stompino a mollo tra il surf e il rock nostalgico molto frequentato dalla schiera dei musicisti dell’allora paisley underground. La temperatura sale nello spettacolare doo-wop Goodbye Girl capace sciogliere un iceberg.
cover The Saucy JacksAncora più orientati verso i meravigliosi anni ’60 questi THE SAUCY JACKS. Quattro tizi di San Francisco, esperti come capomastri di lungo corso nel progettare un grattacielo garage-beat che risponde al nome di Blown Like a Kiss, saporita title track del 7” su Chocolate Covered Records che viaggia spedita per la sua strada non sbandando di un solo millimetro. Gli fa da contraltare la più sporca e bastarda Everywhere You Go sostenuta da un riffone di chitarra carnoso come le labbra di Jimi Hendrix e profondo come le rughe di Keith Richards. Uno spettacolo.
cover Caroline AndersenChiudiamo in bellezza con il 7” di CAROLINE ANDERSEN su L’Edonista Records, sotto label della parmense Rockin Bones. La valchiria norvegese, spalleggiata dall’esperto boyfriend Morten Henriksen (Yum Yums, ecc.) sciorina un bubblegum punk svolazzante sulla falsariga di Nikki & The Corvettes. Il sound in verità è un po’ didattico (Birthday Suit) ma il manufatto in sé si presenta godibile e, soprattutto, godurioso. A partire dal piccolo vinile rosa, dall’artwork di copertina e dalle 5 cartoline interne che indugiano pericolosamente sulle curve burrose della bionda pornostar. Sì perché la nostra fa quei filmetti sporchi e i due pezzi in questione sono tratti, guarda caso, dalla colonna sonora della sua ultima fatica cinematografica Caroline’s Birthday Party. Un dischetto per i segaioli del power pop. È proprio il caso di dirlo.

Pezzo, senza infamia e senza lode, pubblicato su RUMORE #216 di gennaio 2010.

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