THE TIME FLYS – Oakland Dropouts

Time Flys

Poco più di un anno fa con il dirompente esordio Fly, quattro giovinastri di Oakland (California) hanno costretto diversa gente a formattare i propri hard disk strapieni di stronzate finto punk. Il tam tam martellante degli appassionati del proto punk newyorkese dall’afflato power pop è arrivato fino alle nostre lande desolate ma, a parte qualche recensione entusiastica, i Time Flys sono rimasti a svernare nei piccoli club della profonda provincia americana. Scommetto che chi ha la (s)fortuna di strippare per queste cose, come chi vi parla, si sarà immediatamente messo a smanettare su internet per cercare di avere più notizie sulla band. Niente. A parte qualche laconica notiziola sul sito della Birdman Records e il solito, anoressico myspace, la rete si è dimostrata alquanto parca di informazioni.

A pensarci bene, dopo l’iniziale disappunto, ho apprezzato ancor più questi ragazzi californiani. Non solo un suono ed un look assolutamente retrò, ma anche il modo di viversi il rock’n’roll distanti dalla stucchevole simpatia imperante che spinge gruppi e gruppetti di ogni risma a diventare insensati prezzemolini da salotto. La recente uscita del secondo vagito lungo Rebels of Babylon mi ha spinto pertanto a saperne di più sui ragazzacci che tengono alta la sbiadita bandiera del rock’n’roll. Le presentazioni di rito vanno oltre l’idea che mi ero fatto di questi quattro dropouts californiani.

Eric (voce): “Ho 27 anni, lavoro il legno alla Holton Frame-Makers (un noto studio nella Bay Area che produce e restaura cornici, ndi), nel tempo libero costruisco bombe… la di da!”. Erin: “Anch’io ho 27 anni, faccio vestiti personalizzati… e sono una pollastrella!.” A vederla in foto la schizzata batterista non è nemmeno tanto male, ma andiamo avanti! Andy (chitarra): “Lavoro nella biblioteca pubblica di Oakland, nel tempo libero mi diverto a fantasticare, perdermi nel romanticismo, guardare film… e masturbarmi.” Damager (basso): “Ho 24 anni, mi piace lo skate, fumare erba e frequentare le ragazze”.

Cerco, invano, di incanalare la discussione su binari un po’ più seri. Così, avendo saputo che sono accaniti collezionisti di dischi, chiedo se per caso hanno anche roba italiana. Eric continua a fare il cazzone, spara il nome di Verdi e mi implora di invitarlo in Italia. Andy, inaspettatamente, pare alquanto ferrato in materia: “Adesso l’Italia è una dei posti più rock’n’roll che ci siano, ma ne so veramente poco. Ho un singolo di una band sixties, The Others, ho ascoltato i New Trolls e mi sembrano cool. E poi, va be’, ci sono i Raw Power che non conosco benissimo ma mi sembrano pretty fucking rocking (c’è bisogno di tradurre?, ndi)… Ah, poi ci sono Le Orme che ho preso quando sono stato a Roma, ma non mi piacciono granché… sono un po’ troppo prog!

Che i Time Flys siano malati di vinile lo si può intuire dal fatto che entrambi i loro full length sono usciti anche in questo glorioso formato. Urge un approfondimento. Damager: “È molto importante continuare a stampare il vinile per mantenere la cera calda!” Erin: “Ci saranno sempre dei tipi fuori come noi che vogliono possedere tutto in vinile, quindi mi pare più che giusto accontentarli!” Eric: “Il vinile non è per la massa ma ritengo che sia un importante documento storico che può essere goduto da tutte le creature umane e aliene negli anni a venire. E poi i dischi in vinile son proprio belli da collezionare.” Andy ci mette sopra un macigno: “Il vinile è e sarà sempre il formato definitivo per la musica!

Adesso che si sono sciolti posso arrischiarmi, senza farmi ridere dietro, a chiedere chi sono i veri Ribelli di Babilonia tirati in ballo nel titolo del nuovo disco. Damager: “Siamo noi che ci infiltriamo nell’establishment della gioventù conformata dalla scuola e dalla società moderna.” Minchia! È stato talmente serio che gli altri lo demoliscono immediatamente. Erin: “Rebels of Babylon è una reggae band che prova nella stanza di fianco alla nostra e che ha pesantemente influenzato il nostro sound!” Eric: “In verità si tratta di formaggiai che vivono nelle montagne della Sardegna!

Ok, touché! Vediamo allora cos’hanno da aggiungere circa tre titoli inequivocabili che compaiono nel nuovo album come Reality (is a Rock Band), Stoner Rock e Dead Rock-n-Rollers (Are Still Dead). Erin: “Stoner Rock è la nostra band ora, Dead Rock-n-Rollers (Are Still Dead) è sempre la nostra band ma tra 5 anni!” Loro non lo sanno, ma io mi tocco le parti basse. Andy risponde alla pollastrella batterista: “Ma che cazzo stai dicendo… siamo soltanto una rock band! Comunque Stoner Rock è nata come reazione alla scena della Bay Area mentre Dead Rock-n-Rollers (Are Still Dead) non parla di nulla!” Eric: “La verità è che nessuno si preoccupa più del rock’n’roll, questo è uno dei più grandi problemi del mondo moderno.

In tutta sincerità non sono per niente d’accordo con Eric. Altrimenti non continuerei a impiegare il tempo libero alla ricerca di band ancora possedute dal sacro fuoco del rock’n’roll come i Time Flys.

Time Flys1

Su una cosa, però, concordo pienamente con la band… che i veri punk, beati loro, hanno i capelli lunghi. Erin: “Ci sono band toste in giro come gli Stalkers di New York… io ho già i capelli lunghi e li voglio ancora più lunghi!” Damager annuisce: “Yes… long hair god!!!” Eric ritratta parzialmente: “La maggior parte della merda di oggi è spazzatura da propaganda mainstream, tuttavia ci sono ancora alcune band rock’n’roll lì fuori che spaccano. Per esempio mi piacciono i Go di Detroit. A 15 anni ero un punk e ciò scorre ancora nelle mie vene, ma oggi un sacco di ragazzi si concentrano troppo nel rivivere quella estetica con il risultato di sembrare dei pretenziosi e contradditori nazisti!” Andy: “A me piacciono i Pets, una band veramente punk rock di Oakland. Anche gli Apache sono punk e poi dico anch’io gli Stalkers, i LiveFastDie. Ho ascoltato l’album di Jay Reatard e mi è parso veramente buono.” L’aver tirato in ballo Jay Reatard mi spinge a fugare una curiosità personale. Chiedo ad Andy se gli piacciono le band della In The Red o se le trova troppo arty e lo-fi. La sua risposta, stizzita, non si fa attendere: “Sono convinto che il nostro modo di registrare sia molto più lo-fi di qualsiasi band della In The Red… tuttavia apprezzo gruppi come Reigning Sound e Hunches.
Appiccicare etichette ad una band come fosse un qualsiasi prodotto di un supermarket è sempre pericoloso. Ma, volenti o nolenti, fa parte del nostro sporco lavoro così confido ai Time Flys che questa breve chiacchierata finirà in uno Speciale sul power-pop. Non contento mi lancio in un’analitica quanto opinabile descrizione della loro musica: 50% di punk settantasette, 20% di power-pop, 10% di Sixties garage, 10% di r’n’r e 10% di pura follia. Damager mi risponde che sono completamente fuori strada, Erin mi liquida asserendo che la matematica non fa per lei. Due a zero per loro e palla al centro! Andy: “È così che la pensi? Be’, hai esattamente centrato… facciamo Ska-Punch!” Non senza difficoltà paro il colpo. Eric chiude la partita segnando in rovesciata: “Se lo dici in un’accezione positiva sono con te… chi ci ascolta può pensare ciò che vuole della nostra musica, basta che sia felice (che poi è l’intenzione di ogni artista), anche se in fondo non ci ha capito una mazza!
Incasso e riparto per sapere cosa sanno dell’Italia e se avremo mai la possibilità di vederli sui nostri palchi. Eric sciolina la solita parata di stereotipi sul nostro Paese: “Conosco Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Giulio Cesare, l’ossobuco, Mussolini, Rocco Siffredi (strano che abbia dimenticato il Gabibbo e il trapassato Mario Merola, ndi)… e poi Botticelli, Italo Calvino: amo Il Barone Rampante… verremo in Italia quando qualcuno convincerà un promoter a pagarci i biglietti aerei. Devi sapere che noi siamo veramente poveri!” I promoter all’ascolto inizino a prendere appunti e a tastarsi le saccocce.

Nel concludere la butto a tarallucci e vino anch’io. Non sono un giornalista serio, in realtà non sono né l’uno né l’altro. Informo i ragazzacci di Oakland che il direttore di Rumore, Claudio Sorge, malgrado abbia un’età che suggerirebbe l’ascolto di musica più morigerata, è letteralmente impazzito quando è uscito Fly. Con queste ultime dichiarazioni conquistano di diritto il podio nella gara per gli adorabili cazzoni rock’n’roll dell’anno. Erin: “Yeah… digli di continuare a sostenerci!” Andy: “Ma il tuo direttore ce la fa ancora a tirarlo su?” Eric: “Ringrazialo e digli di non mollare mai…Badabom badabom!” Damager: “Si facesse più canne di erba e anfetamina che è meglio!

 Su Rumore # 182 (marzo 2007) ho aiutato Luca Frazzi a metter su uno Speciale sul power pop di oggi… ad aprire “God bless the power pop (again)! – valore e attualità di un non-genere” i capoccioni del magazine hanno deciso di mettere questa mia intervista ai Time Flys… e allora ha proprio ragione Damager, anche se la sua battuta finale è magicamente scomparsa in fase di stampa!

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