THE RICH HANDS

DREAMERS
(Fountain/Burger)

RichHands_DreamersNon vorrei dire una cazzata ma mi sa che il nuovo indie-rock, dopo aver saccheggiato ben bene il pop dei Sixties, stia iniziando a guardare anche ai tardi ’50.
Ad avvalorare la mia tesi cade a fagiuolo l’esordio del giovane trio texano The Rich Hands che lancia copiose manciate di melodia appiccicosa (Sugar) su un tappeto di alt-garage in media fedeltà. L’attitudine, però, è molto da r’n’r band anni ’50, nell’incedere e negli stop & go di Hard 2 B Like Me, oppure nel robusto frat-rock di Stranger e in quello più sbarazzino di Jealous Guy.
Nell’immaginario party che vede protagonisti i nostri ragazzotti di San Antonio non può certo mancare il lentone frantuma cuore (Leave That Girl Alone). Chiude superbamente Where Did My Baby Go, un bel numero a cavallo tra vecchio e nuovo con eccellenti chitarre strokesiane.

Ritiro fuori la recensione dell’esordio lungo dei Rich Hands, pubblicata su RUMORE di gennaio 2014, in occasione dell’uscita di “Out of my Head”, secondo album del trio texano disponibile da qualche giorno.

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