The real psychedelic men!

Tito Macozzi Brainsuckers

TITO and The BRAINSUCKERS “Star Trash”
(Tre Accordi/Self)

Dall’esordio Surfing the Moment del ’99 fino a When the Night Falls col redivivo Leighton Koizumi alla voce (ospite anche qui assieme al chitarrista Bobby Bones), gli abruzzesi Tito and The Brainsuckers hanno zigzagato tra il garage-punk, il lo-fi, l’hard r’n’r, la psichedelia texana, il surf, il r&b e lo space rock. Star Trash attinge da tutto ciò, senza rimanere imbrigliato nella schizofrenia sonora del passato. Testosterone a mille nella fiammata Modkiller. Mirrorball è un master di ultimo livello nell’Università del garage. Il lungo strumentale Star Trash rimastica e sputa mezzo secolo di surf music. Just a Little Bit (Purple Hearts, ’66) e Buried and Dead (Masters Apprentices, ’67) succhiano il sangue del r&b e del rock psichedelico australiano degli albori con inusitata furia punk. Il 7 pieno di Star Trash si trasforma in un bel 8 per la storia passata, presente e futura dei Brainsuckers: la più eccitante macchina italiana a infilarsi in derapata nelle complanare psych-garage-punk.

Giancarlo Brainsukers cover Tito and The Brainsuckers

Questa recensione apparsa su Rumore # 176 di settembre 2006 non è riproposta a caso. Sabato 16 dicembre, tra le gagliarde mura del Rude Club di Pescara, fiamme di garage-punk psichedelico hanno bruciato i capelli dei convenuti. A aizzare il fuoco, che ve lo dico a fare, ci hanno pensato Tito, Giancarlone e il muscolare batterista della costa. Con i primi due, la mente e il corp(ulent)o, siamo amici da tempo perché viviamo nella stessa città: un posto pulito, illuminato bene molto più rock and roll di quel che si pensi.

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