THE MONTRÉAL RELATIONSHIP

Il legame tra l’etichetta abruzzese Goodbye Boozy e il sottobosco garage di Montréal ha assunto le caratteristiche di un’imperitura relazione sentimentale che si autoalimenta giorno dopo giorno, scoprendo sempre nuovi particolari. Qui i “particolari” sono quei minuscoli progetti paralleli della durata di qualche concerto e di sconquassate registrazioni poco più che casalinghe. cover Primitive HandsRoba artigianale, da perdenti consapevoli, come nel caso dei PRIMITIVE HANDS. La strana creatura plasmata dal batterista dei Demon’s Claws, B-Man Le Duke, che nella vita reale si chiama più banalmente Brian Hildebrand, si dimena, come braccata, tra le maglie sfilacciate del garage primitivo e vagamente psichedelico (Burn Your Dreams) non nascondendo un’attitudine punk declinata in acustico nell’assalto sapido Just So I Can Watch The Clock.
cover Broke Down EngineBalle di fieno, cieli color whiskey e orizzonti a perdita d’occhio sono invece evocati nell’eppi di debutto dei BROKE DOWN ENGINE capeggiati da un altro Demon’s Claws, il chitarrista Pat Meteor, in compagnia di noti personaggi della tentacolare scena cittadina: Martin Dupras (Scat Rag Boosters e molto altro) mena i tamburi e soffia storie di un altro secolo su una vecchia armonica, Jean-François dà soffici pennate su un’elettrica che non fa prigionieri. Lo spirito che aleggia nei 4 pezzi è quello del blues rurale e del country degli anni ’30, al suo massimo nella versione strappacuore di That’s No way To Get Along di Robert Timothy Wilkins che fa venir voglia di piangere sotto la pioggia.
cover Broken JugsI sopraccitati Martin Dupras e Jean-François, già assieme nei favolosi Thee B-Side, non ce la fanno proprio a starsene con le mani in mano. Eccoli ora alla testa dei BROKEN JUGS in questo brillante 7”EP la cui partenza To Tame You ricorda certe ruvide ballate psycho-garage da Mudhoney con pusher al seguito. Lo strumentale Winter’s Breakfast Blues è colorato da un flauto arabeggiante e da una chitarra elettrica che suona come un’improvvisa frenata di un Tir. Love In Vein , con Jordan Davies dei Mystery Girls alla slide guitar, fa piombare Simon & Garfunkel nella sala prove dei Sonics, mentre Wilderness è la definitiva purificazione beat, con tanto di organo Farfisa accarezzato da Annie di Les Sexareenos e Sunday Sinners. Una delizia che spero non rimanga episodica.
cover Red MassSulla linea della migliore tradizione orgiastica di Montréal si muove RED MASS, collettivo di cabaret cacofonico, space r’n’r psichedelico con elementi noise, folk e punk. Circa trenta i musicisti e gli artisti coinvolti nell’ambizioso progetto di Roy “Choyce” Vucino (Daylight Lovers, Del-Gators, Cheating Hearts, Milky Ways, Les Sexareenos, CPC Gangbangs, ecc.) che finora ha prodotto più di 20 supporti sonori tra cd-r, cassette, 7” e 12”. La doppietta di questo dischetto italiano è un rigurgito di free garage al ralenti, che mostra tanto il lato sonico e dissonante (Pourquoi?) quanto quello blues-punk (Dig My Grave). Comprare in blocco. Sconti per militari, donne incinte, minori e minorati.

Pezzo pubblicato su RUMORE #218 di marzo 2010.

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