THE MASTER PLAN, gallina vecchia fa buon brodo

THE MASTER PLAN “Colossus of Destiny”
(Demolition Derby/Alive)

 

 

cover The Master PlanDa quando il r’n’r è sulla bocca di tutti, molti vecchi leoni sono tornati a ruggire. Chi per cercare di riprendersi quello che gli spettava, chi per puro e semplice divertimento. Della seconda schiera fanno parte sicuramente i Master Plan, supergruppo formato da Andy Shernoff dei Dictators, Paul Jhonson dei Waxing Poetics, Keith Streng e Bill Milhizer dei Fleshtones. Le note della label, minimizzando, riportano la laconica dichiarazione “siamo soltanto un gruppo di amici che suonano in una garage band”… e alla faccia! I 4 newyorkesi sciorinano 13 perle di roots’n’roll che farebbero impallidire gran parte delle fashion&cool band moderne. Da brividi nella zona pelvica l’incipit What’s Up Whit Thah? cantata da uno Shernoff particolarmente ispirato, che si ripete nello spettacolare scontro frontale tra Beach Boys e Ramones, Find Something Beautiful. Sputa invece zucchero filato Keith Streng nel rockabilly I Got Loaded, per poi farci sprofondare nel boogie malsano Annie Had A Baby. Dopo il Buono e il Brutto a Paul Jhonson non rimane che il ruolo del Cattivo, che interpreta magistralmente nel power r’n’r You’re Mine: un treno che sta per deragliare con tutti i passeggeri affacciati dai finestrini che si fanno delle grasse risate. Gallina vecchia fa buon brodo: è proprio il caso di dirlo!

Ieri sera stavo mettendo a posto le cassettine della mia adolescenza. D’improvviso salta fuori il demo degli Ups-A-Daisy, band di new wave post-punk parrocchiale in cui mi fregio di aver suonato maldestramente la batteria nell’88-89. Poco dopo, non so bene perché, ho messo sul piatto ‘sto disco dei Master Plan, un supergruppo composto da alcuni eroi della mia gioventù che non danno segni di cedimento. Ecco il motivo del ripescaggio di questa recensione pubblicata su Rumore # 146 di marzo 2004.


 

 

Condividi sui social network