THE GOLDEN BOYS, il r’n’r che sa di whiskey

 

THE GOLDEN BOYS “Scorpion Stomp #2”
(Perpetrator/Hook Or Crook)

cover album The Golden BoysJames Arthur merita senz’altro un posto d’onore tra i perdenti del rock and roll. Il texano che ha menato le sei corde in gruppi seminali quali Fireworks, Necessary Evils e Feast Of Snakes (roba forte del giro Crypt e In The Red), da un paio d’anni è seduto ai tamburi dei Golden Boys: un dragone che sparge fiamme noisy blues (Happiness) sulle teste del vecchio Lee Hazlewood (Cold Hard Times) di un Gordon Gano tarantolato (Crawl Out Your Window), di Jonathan Richman in pieno trip country (Walkin’ and Talkin’) e di un Robert Smith con tanto di chincaglieria sixties pop a tracolla (Friday Night). Questo disco esiste sia in vinile che cd, procuratevelo! Oltre alla lucida follia del burattinaio Arthur, vi stupiranno l’eccellente songwriting di Matt Hoopengardner e il tocco folk del secondo chitarrista Wes Coleman.

I Golden Boys sono un gruppo sconosciuto dalle nostre parti e, chiaramente, non distribuito per vie ufficiali… tuttavia il loro primo album, di cui avete appena letto la mia recensione pubblicata su Rumore # 173 di giugno 2006, potete accattarvelo per pochi euro tramite le solite, ottime label-mailorder tipo Goodbye Boozy e SYA… ne vale la pena, fidatevi… Slow Down mi ricorda addirittura i miei amati Buffalo Tom… pare che James Arthur, perso chissà dove, non faccia più parte della band… in compenso sta per uscire il secondo album dei Ragazzi Dorati, in vinile ancora su Hook Or Crock, in cd su Emperor Jones

 

 

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