THE DRONES, Melbourne post blues

THE DRONES “The Miller’s Daughter”
(Bang!/Goodfellas)

cover The DronesIl sound dei Drones è stato descritto come uno scontro automobilistico dentro una lavatrice. Be’… direi che non si poteva trovare metafora più azzeccata. La raccolta The Miller’s Daughter recupera outtakes, pezzi apparsi su 7” ed alcuni brani delle sessioni dei primi due full length della band di Melbourne, ma non si tratta di scarti o stranezze impacchettate per l’onanismo dei fan sfegatati. Si ha piuttosto l’impressione di trovarsi al cospetto di un album vero e proprio. Una robusta corda lega tutte le canzoni, ovvero 10 esplosioni sorde che mostrano una band profondamente australiana, una straordinaria band capace di far tesoro della lezione di Birthday Party e Beasts Of Bourbon (la scurissima ballata dal finale catartico Slammin’ On The Breaks non a caso è firmata da Spencer P. Jones), così come del blues strascicato delle origini e del post-punk dinoccolato degli anni ’90 (She Had An Abortion That She Made Me Pay For). Su tutto spicca la voce disperata di Gareth Liddiard: un frontman come si deve, a dir poco versatile, che sa quando mordere e quando invece accarezzare.

Ho scoperto i Drones per caso nel 2002 dal mio solito pusher di vinile… c’era questo 7″ su Sonico Records davvero bellino, a parte la copertina… poi presi e recensii anche il primo album Here Come The Lies su Spooky… meno male che ora i loro dischi sono facilmente reperibili anche in Italia attraverso Goodfellas…

 

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