THE CUTS – Oakland Freakouts

 

The Cuts

THE CUTS – Demons mp3 (da “From Here On Out”, Birdman 2006)

Ancora Oakland, ancora Birdman Records, ancora rock’n’roll dei settanta, ancora una manica di squilibrati al pari dei Time Flys. Non a caso il chitarrista Andy Jordan maltratta la chitarra e le proprie corde vocali anche nei Cuts. Su Rumore # 172 il direttore ha centrato in pieno la recensione del loro terzo album, From Here On Out, sostenendo che non c’è granché differenza tra le due band. Entrambe mettono a 90° il proto punk dei medi settanta, assestando colpetti sixties garage e non lesinando suadenti carezze power pop. Ma mentre i Time Flys scorrazzano nudi nell’aperta campagna punk, i Cuts preferiscono perdersi nei corridoi barocchi di qualche palazzotto elisabettiano con addosso luccicanti boa di struzzo che richiamano il primo glam inglese. A suffragio di questa tesi, basti pensare alla centralità della tastiera di Dany “AA” James: l’omone dalla zazzera biondiccia, nonché il maggior compositore della band, con cui ho scambiato quattro chiacchiere. A parte il già citato Andy Jordan e i trascorsi del batterista Garret Goddard (un passato onorevole nei pop-punkers Potatomen, ndi), anche dei Cuts, come dei cugini Time Flys, si sa ben poco. “Diverso tempo fa Andy stava cercando un bassista per i Time Flys nella sua città natale, El Paso (Texas). Ci siamo presentati all’audizione tutti nello stesso momento, allora abbiamo preso gli strumenti che erano per casa e ci siamo messi a suonare. Kimo, il nostro futuro manager, ci disse che avevamo un gran sound e ci spinse a scrivere un pezzo così, giusto per provare. Da lì è iniziata la storia dei Cuts.” Forse non tutti sanno che il primo disco in assoluto dei Cuts è un.. 7” del 1999 prodotto dalla Lookout. “Vincemmo una sorta di contest per la band locale più promettente e il premio fu la realizzazione di un 7” per la Lookout… ma poi la cosa non ha avuto seguito e abbiamo deciso di accasarci con la Birdman.” Proprio su queste pagine il boss della Birdman, David Katznelson, ha dichiarato che il disco più sottovalutato della sua etichetta è From Here On Out dei Cuts, adducendo la motivazione che la band non è esattamente organizzata. Dany taglia corto: “David beve un po’ troppo!” Gli chiedo allora se è d’accordo con la critica che li descrive come una classica (punk) rock band dei settanta, venata di glam e power pop o se c’è dell’altro. Probabilmente scazzato dalla precedente domanda, Dany è lapidario: “Perfettamente d’accordo!The Cuts1Per uscire dalla secca nella quale mi sono impantanato tocca giocare il jolly. Gli confido candidamente che mi fa strano pensare che dei fottuti pazzi come loro siano capaci di creare pezzi soffici come nuvole del calibro di Lemonade, She’s in Love e One Last Hurrah, evitando le pacchiane sdolcinatezze del rock da stadio. “Ehi… chi ha detto che siamo dei fottuti pazzi? Sembra che tu ci stia trattando da stronzetti perditempo di Oakland! Un sacco di gente nella Bay Area è impazzita ed ha iniziato a sparare cazzate sul nostro conto. Ti dico una cosa fratello: sono pronto a rompere il culo a questi chiacchieroni se sento ancora stronzate simili… perché sai, sono io a scrivere quasi tutte le canzoni della band.” Mi sa che io e Dany non ci siamo capiti sul significato di fuckin’ fools, pazienza. Così, adducendo la patetica scusa che sono il tipico italiano medio poco ferrato con l’inglese, cerco di saperne di più sul loro metodo di composizione e sui testi. “Abbiamo una nostra formula perfetta. Si tratta di una piattaforma incentrata su 2 punti molto semplici attraverso i quali abbiamo composto tutti pezzi della band da quando siamo partiti da Austin. 1) inizio io da un’idea generale; 2) mi metto a scrivere e a comporre. Lemonade parla di Vitamin C, una popstar dei tardi ’90 da “one hit wonder” che mi ha spezzato il cuore. She’s in Love e Next to Nothing sono pezzi che trattano di amore e odio all’interno della coppia. Mi piace personificare le mie canzoni e vedere come si rapportano tra loro. Ovviamente She’s in Love non piace a Next to Nothing mentre Next to Nothing piace a She’s in Love. Tuttavia alla maggior parte della gente non piace Next to Nothing così come piace a She’s in Love. Next To Nothing è maschio. One Last Hurrah è Vitamin C, la meravigliosa puttana!”. Tentenno sul mandarlo a cagare o meno, poi proseguo per conoscere le differenze tra il loro primo produttore Greg Cartwright e quello attuale Matt Smith. “Greg vive a Memphis, Matt a Detroit… a parte questo, loro sono i nostri tipici produttori perché entrambi amano il riverbero!” In un’intervista del 2002 il batterista Garret Goddard si lamentava perché i Cuts erano secondo lui ingiustamente considerati un po’ troppo punk per la scena garage di San Francisco ed un po’ troppo r’n’r per la scena punk di Oakland. Chissà se le cose sono cambiate o se hanno la percezione di essere ancora in questa sorta di no man’s land? “Non è cambiato nulla da allora! Nessuno ci porterà mai in Europa perché abbiamo parlato male dei Super Furry Animals ad un dirigente della XL Records. Comunque ti assicuro che per l’industria musicale noi siamo intoccabili!

Sempre da Rumore # 182 (marzo 2007), all’interno dello Speciale sul power pop di oggi “God bless the power pop (again)! – valore e attualità di un non-genere”, eccovi la mia chiacchierata con Dany “AA” James dei Cuts… occhio che ci sono alcune battute in più di quelle pubblicate sul magazine: indovinate quali?

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