Tempo d’estate io leggo voi che fate

Anche per uno che ha sempre letto, soprattutto per piacere e un po’ per “mestiere”, l’estate è sempre l’estate: nel senso che ti svegli e puoi leggere al cesso senza fretta, di mattina puoi leggere al mare spaparanzato sul lettino, mentre la bimba dorme puoi approfittarne per leggere, di sera al letto puoi tirare fino a tardi senza preoccuparti del giorno dopo. Insomma avete capito. Il bilancio delle letture estive quest’anno è più che discreto, diciamo da 7+.

1_Eighties ColoursEighties Colours – garage, beat e psichedelia nell’Italia degli anni ’80 di Roberto Calabrò (Coniglio)

Libro monumentale e con un notevole apparato iconografico sulla più o meno leggendaria (per me certamente più) stagione – 1985/1990 – del neo Sixties tricolore. Onere e merito a Coniglio Editore che ha creduto nel progetto ed ha tirato fuori un volume editorialmente da antologia. Così come onore e merito vanno a Calabrò che ha fatto davvero un gran lavoro archivistico e da attento cronista/intervistatore. Che poi la scrittura dello storico giornalista musicale di Rockerilla, ora nel gruppo Espresso/La Repubblica, sia un po’ didascalica e ripetitiva (sarebbe curioso contare quante volte ha usato la locuzione “stampa specializzata”), non è una novità, tuttavia in questo caso diventa di secondaria importanza. Libro da custodire gelosamente nelle zone alte della propria libreria.

2_La legge di FonziLa legge di Fonzi di Omar Di Monopoli (ISBN)

Omar Di Monopoli è uno scrittore di indubbio valore, nonostante il nome farebbe pensare il contrario. Uno scrittore – si badi bene non “uno che scrive” – che sa usare molto bene le parole, forse pure troppo e questo può anche diventare un problema. Qui appassiona e dà buon ritmo ad una storia di neo western meridionale, invero di per sé non così originale. Recupererò di sicuro gli altri suoi romanzi su ISBN.

4_Davide ToffoloDavide Toffolo, la vita a fumetti di un allegro ragazzo morto di Smoky Man (Coniglio)

Confermata la mia stima per Toffolo come autore di storie disegnate, forse il miglior italiano in circolazione assieme a Gipi. Eppure, nonostante ci provi e riprovi a intervalli quasi regolari, non riesco proprio a farmi piacere i suoi Tre Allegri Ragazzi Morti, ma sicuramente è un problema mio.

Andrea Pazienza, segni e memorie per una rockstar di R. Franco, F. Doria, M. Paronitti (ARTeFUMETTO)
Una sorta di catalogo nel quale la crema dell’italico disegno rende omaggio all’immenso Paz. Con orgoglio aprutino segnalo che c’è anche il mio concittadino Carmine Di Giandomenico. Oltremodo spassosi i ricordi “scritti” di Daniele Brolli e Pablo Echaurren.

6_Il correttore di bozzeIl correttore di bozze di Andrea Recami (Sellerio)

Un mix tra romanzo e saggio su questa infame ma bellissima professione. Una professione infame perché sottopagata e purtroppo considerata di serie B dai più: e questo perché “i più” sono persone sciatte e semi analfabete, oltre che delle stratosferiche teste di minchia.
Il correttore di bozze è un bel libretto, forse un po’ troppo tecnico in alcuni passaggi per il comune lettore ma non per me che questo lavoro lo faccio: con orgoglio e passione.

7_SandokanSandokan di Nanni Balestrini (DeriveApprodi)

Fatti e misfatti del capo dei Casalesi Francesco Schiavone (Sandokan, appunto) prima di Gomorra, con uno stile velocissimo, in presa diretta, senza punteggiatura. Non a caso è proprio Saviano ad introdurre la riedizione di questo bel romanzo in origine pubblicato da Einaudi. Balestrini non lo si scopre qui e ora: ho appena iniziato a leggere il suo Vogliamo tutto ed è una bomba, soprattutto considerando che è del 1971.

Io c’ero, i più grandi show della storia rock e pop di Mark Paytress (Giunti)
Librone alquanto pretenzioso con belle foto, ma dai testi troppo poveri. Peraltro la scelta dei concerti, per quanto inevitabilmente soggettiva, non mi pare granché rappresentativa. Quasi quasi la parte migliore è l’appendice italiana a cura dell’inossidabile Bertoncelli.

9_PunkPunk di Federico Guglielmi (Giunti)

Altro librone edito da Giunti pieno di bellissime foto, ma stavolta davvero interessante. Una vera manna per il neofita ed un ottimo strumento di consultazione per l’appassionato e l’addetto ai lavori. La penna di Guglielmi è sempre una garanzia, anche se non riesco proprio a capire perché il giornalista romano non perda occasione di sottolineare la sua “serietà”. Forse ha paura di essere considerato un cazzone perché scrive di punk? Fottitene, Federi’!

Il lavoro culturale di Luciano Bianciardi (UE Feltrinelli)
Un maestro della provincia. Punto.

10_Ad occhi chiusiAd occhi chiusi di Gianrico Carofiglio (Sellerio)

Carofiglio mi è cascato simpatico da quando l’ho visto su La7 controbattere con assoluta autoironia ad una pesantissima Amelie Nothomb. Ma non avevo letto nulla dell’ex magistrato, ora senatore del PD. Questo secondo romanzo che ha per protagonista l’avvocato Guerrieri me lo sono tritato proprio. Bello, intelligente e leggibilissimo. Lo scrittore barese riesce con classe a dribblare le maglie strette del genere.

Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio (Sellerio)
Potrei copiare e incollare quanto scritto sopra. Aggiungo soltanto che il primo romanzo della saga dell’avvocato Guerrieri è più corale di Ad occhi chiusi, ma forse meno diretto. Tuttavia ha l’indubbio merito di averci fatto scoprire uno scrittore eccelso.

12_Lisa CarverLa droga fa bene di Lisa Crystal Carver (Quarup)

Nessuna parentela col grande Ray, ma il passo dello scrittore è lo stesso. Una vita ingarbugliata quella della misconosciuita eroina dell’underground musicale a stelle e strisce. In questo romanzo autobiografico Lisa Crystal Carver racconta la sua esistenza up&down dai primi vagiti con i Suckdog, passando per la sua mitica fanzine Rollerderby, fino al matrimonio violento con quel pazzo di Boyd Rice. Un ottimo libro (auto)ironico e profondo.

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