TEENANGER

FRIGHTS
(Telephone Explosion)

cover TeenangerNiente trucchi. È tutto scritto nella ragione sociale e nel titolo. La band di Toronto si nutre di rabbia giovanile e di paure, combattendo la propria personale guerra con muscoli, nervi, sangue, noia, urgenza. Un fumata nera di (post)punk sonico e selvatico, a bagnomaria nel garage angolare di Cramps e Gun Club. Una voce carismatica dal timbro quasi dark (Frights, Funeral March), un basso cupo dall’andatura wave, una batteria serrata (SLW), una chitarra epilettica e noise (Cops But Not); tutto concorre a creare un’atmosfera satura di disperazione e un senso di minaccia incombente che stordisce e crea dipendenza.
Oggi dei giovani Radio Birdman suonerebbero esattamente così, non so perché ma ne sono sicuro. Frights è un intramuscolo di appena 22 minuti che per un po’ può tenere a bada il mostro, solo per un po’. Attenzione perché la somministrazione ripetuta, tanto piacevole quanto pericolosa, quel mostro può risvegliarlo.

Recensione pubblicata su RUMORE #241 di aprile 2012.

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