Il Rumore degli Smiths

Una volta scherzando, ma neanche troppo, ho scritto che tendo a dividere gli appassionati di musica “alternativa” in due categorie: chi ha comprato almeno un disco degli Smiths in tempo reale e chi no. Appartenendo orgogliosamente alla prima categoria ho aggiunto (scherzando, ma neanche troppo) che non voglio parlare di musica con chi fa parte della seconda.

Strangeways, Here We Come l’ho comprato da Chroma Dischi a Natale del 1987, avevo compiuto 15 anni solo due mesi prima. E quel disco ha contribuito a farmi diventare quello che sono adesso, nel bene e nel male.

Senza tirarla per le lunghe sono orgoglioso che Rumore, il giornale su cui scrivo ogni mese da circa 15 anni, sul numero di ottobre abbia dedicato la copertina e un lungo approfondimento a Morrisey e compagni. Soprattutto ai compagni. Quelli che vengono erroneamente considerati i gregari: Andy Rourke e Mike Joyce, intervistati da Rossano Lo Mele e Nicholas David Altea. Puntuale e lucida la disamina della ristampa deluxe di The Queen Is Dead di Diego Ballani. Di un altro pianeta, come al solito, il pezzo personale sugli Smiths firmato da Maurizio Blatto.

Ne’ sting moz è lu cd che non va

The Smiths Meat Is Murder

Sono cresciuto con gli Smiths, pur non avendo mai amato particolarmente Morrisey per quel cazzo di vegetarianismo ostentato, le giacche con le spalline, gli svolazzi gai. Steven Patrick Morrissey, per gli amici Moz che qui a Teramo, ve lo dico subito, non è che suoni tanto bene: se doveste capitare in città e uno vi dice Sting Moz, be’, non vi vuole parlare degli ex cantanti di Police e Smiths ma comunicare che ha ecceduto nell’ingurgitare sostanze alcoliche.

I 4 album ufficiali degli Smiths ce li ho su vinile. Strangeways, Here We Come lo presi da Chroma Dischi nell’87, quando uscì, ed è uno dei primi album che ho comprato nella mia vita in coscienza. Meat Is Murder è l’album dei mancuniani che mi piace meno, e non solo perché sono un carnivoro consapevole. Tuttavia quando ho scoperto che mia moglie ne aveva una copia su cd nella sua casa da ragazza me la sono inguattata all’istante.

Ho scoperto, peraltro, che si tratta della primissima stampa inglese su compact disc, senza codice a barre e con il booklet stampato su carta pesante tipo cartoncino. Ma questi cazzi, insomma. La vera scoperta l’ho fatta dando in pasto il cd all’autoradio della 500. Incredibile, sopra c’è registrato un altro disco! Ci sono 11 pezzi pop-soul-funky con tanto di tastierine e fiati sintetici tipicamente anni ’80. Una vera merda. Non volevo neanche sapere che roba è: in realtà poi l’ho saputo, ma non ve lo dico.