SUBMARINE RACES, Chicago art-rock-rollers

Submarine RacesNel 2003 la chicagoana Criminal IQ Records ha dato alle stampe una compilation che fotografava la vivace scena cittadina. Maybe Chicago? presentava il meglio dell’underground della metropoli dell’Illinois: punk ’77 stravolto, new wave di riporto, post-punk spettinato e mugugni r&r in bassa fedeltà. Tutto molto naif, ma soprattutto vivo, pulsante. Tra le band spiccavano senz’altro i Ponys, con i Cure nella testa e il sixties garage nelle braccia. Non a caso sono stati gli unici della covata a “sfondare”, approdando nella fucina di talenti In The Red. Ian Adams suonava la chitarra e all’occorrenza le tastiere, una sorta di regista defilato che ha abbandonato il set subito dopo il capolavoro Celebration Castle del 2005. I Ponys ci hanno messo un secondo a sostituirlo con l’ex 90 Day Men, Brian Case, e finita lì… apparentemente finita lì. Il buon Ian mette subito in piedi un nuovo progetto, trovando immediatamente l’appoggio del boss della In The Red Larry Hardy che gli dice: “Anche se si tratta di un album solista, qualunque cosa, lo produrrò io.” Ian Adams è stupefatto: “L’offerta di Larry è stata una sorpresa totale perché quando ero nei Ponys non ci eravamo mai parlati… voglio dire che non ci conoscevamo realmente. Insomma, io ero una sorta di outsider nei Ponys. Quando mi sono unito alla band loro suonavano assieme già da un paio di anni quindi è stato strano, ma bello, che Larry fosse interessato al mio nuovo progetto.” E che progetto, ragazzi! L’album omonimo dei Submarine Races ha l’inconfondibile sapore dei grandi esordi. Obliquo indie pop inglese degli 80’s (One Forward Three Back e Difficult Night che ricorda addirittura gli Housemartins) pervaso dalla lucida follia dei Modern Lovers. Adorabili tormentoni in salsa Merseybeat alla Monkees (Hey Dad (The War is Over), The Beat That I Row) e immancabili rasoiate garage’n’roll (Six Foot Two). Mentre state leggendo, il primo 7” dei Submarine Races su Shit Sandwich Records dovrebbe essere già in giro: dentro c’è persino una cover degli immensi Minutemen, gli svalvolati del vinile sono avvisati!

Pezzo pubblicato su Sonic # 2 di agosto-settembre 2006.

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