Strip-tease a Las Vegas

JOHN O’BRIEN
Lezioni di strip-tease
(Minimum Fax, pp. 212, € 13,50)

cover libro Lezioni di strip-teaseJohn O’Brien è l’autore di Via da Las Vegas, pubblicato nel 1990 quando aveva appena trent’anni. Nel 1995 ne fu tratto l’omonimo film con Nicolas Cage, che tutti conosciamo, ma lo scrittore si era suicidato un anno prima sotto il peso della dipendenza dall’alcol, lasciando in eredità solo quel romanzo che scavava dolorosamente nella sua vita. Negli ultimi anni sono stati pubblicati postumi altri 3 romanzi, completati dalla sorella e scrittrice Erin, che gli hanno fatto guadagnare la stima pressoché unanime della critica letteraria americana. Per mano della Factory Minimum Fax arriva finalmente la bella traduzione italiana di Lezioni di strip-tease. Una storia apparentemente minima che mette in scena l’impietosa straordinarietà dell’ordinario, svelando un mondo fatto di solitudine, emarginazione, grigiore e soprattutto dell’inadeguatezza nei confronti di una società sempre più cinica e accelerata. È la storia di Carroll, un timido archivista di un ufficio legale che galleggia a bagnomaria dentro giorni tutti uguali, scanditi dalla routine incolore di una vita da burocrate invisibile. Anche le sue ansie, le sue paranoie, le piccole umiliazioni che subisce (o crede di subire) al lavoro sono minime, spostano poco o nulla un’esistenza ai margini di tutto e di tutti. Finché non inizia a passare sempre più spesso le serate in un infimo strip club dove se ne sta composto, col suo succo di mela frizzante, sognando di avere un rapporto anche solo d’amicizia con Stevie, una ballerina che lui adora al punto di comprarsi improbabili “camicie con i ghirigori”.
Al di là dello stile e dei dettagli, che comunque fanno la differenza (la Chevrolet Vega anni ’70, i cibi precotti, ecc.), l’eccezionalità del romanzo sta nella sua purezza, nell’assenza di perversione e sregolatezza come invece ci si aspetterebbe. Nella medietà rassegnata di un uomo che s’illude di trovare calore umano in un luogo dove sa di non poterlo trovare e nella fortissima tensione spirituale che permea l’intera opera.
Alla luce della tragica fine di O’Brien non è difficile interpretare Lezioni di strip-tease come un atto d’accusa, come un solenne grido di sofferenza e, forse, anche come una richiesta d’aiuto.

Riporto questa recensione recensione pubblicata su RUMORE di gennaio 2011 perché mi pare che di Lezioni di strip-tease si sia parlato troppo poco.

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