SINGING DOGS

DEJAVOODOO BLUES
(Primitive)

cover Singing DogsScarni ed essenziali lo sono sempre stati, per l’esordio sulla lunga distanza sono ancora più “primitivi” degli esordi, tenendo fede al nome dell’etichetta – che peraltro gestiscono – votata al più sano diy. Per chi sguazza nel letame garage-punk lo-fi, i Singing Dogs sono una garanzia: una piccola band di cui andare fieri e sostenere incondizionatamente per l’ostinazione con cui proseguono il discorso iniziato una decina d’anni fa. In questi 8 pezzi non c’è evoluzione ma un magnifico “arretramento” alla ricerca delle radici del blues primigenio, nobile materia plasmata a suon di diabolico r’n’r (Whisky & Blues), cryptico garage (Conspiracy) e all’occorrenza con i guanti in lattice punk alla vecchia maniera (Sick of Being Sick, Infected).
L’artwork di copertina che richiama tanto Screamin’ Jay Hawkins quanto i canadesi Dejavoodoo (omaggiati sin dal titolo) e il vinile nero bello pesante nel formato 10”, rendono Dejavoodoo Blues una goduria non solo per le orecchie ma anche per i polpastrelli. A che pro privarsene?

I Singing Dogs oltre che conterranei sono degli amici, li ho visti dal vivo diverse volte ma il 23 novembre scorso al Quintana Roo mi hanno davvero impressionato per potenza e attitudine. Dopo diversi 7″ hanno finalmente buttato fuori questo (mini) album che ho recensito su RUMORE #234 di settembre 2011. Un disco straconsigliato, che ve lo dico a fare.

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