Roseto degli Abruzzi – Berlino – Cincinnati

COMETA FEVER
Dead Light
(What The…? Records)

cover Cometa FeverAppena si mette su l’EP 12”, registrato su un solo lato, dei Cometa Fever la mente vola a Jesus & Mary Chain e My Bloody Valentine. Alberto e Monica, stretti nelle loro t-shirt nere, si dividono tra Berlino e la costa abruzzese, hanno capelli scompigliati, sono giovani, carini e probabilmente disoccupati. E come tanti (troppi?) gruppi continuano a guardarsi la punta delle scarpe, ma non per vedere se hanno pestato qualche merda. Il loro esordio è un arcobaleno crepuscolare di shoegaze, il nuovo shitgaze c’entra poco o nulla. Dietro la marzialità della batteria elettronica e l’immancabile feedback si annidano i germi di una pianta che sta venendo su bene, come ci dimostrano la sbieca melodia di Fever 3 e Neon, Baby, la liturgia pagana Black e la sirena che sguazza famelica nell’acquario lisergico della title track. Un piccolo-grande disco, prodotto da una piccola-grande label di Cincinnati.

Ho messo su con gran piacere questa breve recensione pubblicata su Rumore di novembre 2009 perché i Cometa Fever sono la dimostrazione che quaggiù da noi ancora si muove qualcosa nonostante la dilagante piaga delle fottute cover band.

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