Quarantott’ore a sabato… te lo dico papale papale, domani vatti a comprare mente locale

Se è giovedì e ti svegli come al solito alle sette del mattino… se dopo cinque ore di lavoro passi gli ultimi quaranta minuti a pensare insistentemente che forse a casa si è scorta la cipolla… se poi ‘sta benedetta cipolla la rimedi e stai già gettando le basi per un’amatriciana da paura… se l’amatriciana ti va di traverso per la fretta e manco te ne accorgi che già sei in macchina… se per strada piove che sembra neve e stai andando a Pescara non ai Prati di Tivo… se al casello di Città Sant’Angelo non immagini minimamente che ce ne avrai ancora per una mezz’ora buona… se arrivi a Pescara vecchia e ti accorgi che poi tanto vecchia non è… se sali al civico 75 di via delle Caserme e c’hai un fiatone che nemmeno il Mortirolo su una Graziella con la gomma posteriore bucata… è pacifico che qualche problema ce l’hai…

Se ti ritrovi in una redazione chiccosissima e tutti ci hanno facce attente e orecchie rosse per il caldo tropicale che con il bianco dei Mac sembra di stare in Curva Est a tifare il Teramo… se l’intero pomeriggio stronzeggi su libri, musica, fotografia, insomma “cultura” e stranamente ciò non ti provoca l’orticaria… se capisci chi è Di Fazio ma non com’è, dato che parla come un contagocce tappato… se convieni con i Trettré (D’Aquino-Ferri-Di Fazio) che la lettera d’accompagnamento di un libro può essere molto più interessante del libro stesso… se solfeggi puttanate e ti sorprendi nello scoprire che vieni pure ascoltato… va da sé che qualche problema ce l’hai ancora, ma puoi riuscire a risolverlo…

Se sotto una pioggerellina londinese raggiungi Vini & Oli, ti presentano dj Molecola e rimugini sul fatto che tu questo qui lo hai già visto un centinaio di volte negli anfratti del rock and roll abruzzese… se nel frattempo entra nel locale una barba travestita da Umberto Palazzo e tu li abbracci entrambi… se Molecola mette su un rap che fa più o meno Mente Locale Mente Locale domani tutti a comprare Mente Locale… se ti sovviene che sì, cazzo, il ventriloquo Di Fazio ti aveva allungato dieci minuti prima un cd-r dicendoti che suo fratello fa il rapper col monicker Bayeshan … se guardi Di Fazio e ascolti Bayeshan… se ascolti Bayeshan e guardi Di Fazio… se guardi Di Fazio, ascolti Bayeshan e contemporaneamente ti cali dell’ottimo Montepulciano… ok, tu c’hai certamente una freca di problemi ma qualcuno ti supera…

Se torni a casa e non fai nemmeno in tempo ad appurare che ne pensa Santoro di Lele Mora, Corona e troiame assortito che già ti è calata la palpebra… se la mattina seguente ti svegli di nuovo alle sette ed esattamente dieci ore dopo torni nella tua dimora che vorresti morire sul divano… se alle undici e venti di sera riparti alla volta di Pescara pensando che ti sei già perso buona parte del concerto dei Passe Montagne in cui percuote i tamburi il grafico-artista di Mente Locale Mente Locale domani vatti a comprare Mente Locale… se entri al Wake Up e c’è più gente fuori a sfumacchiare che dentro ad ubriacarsi… se mandi affanculo Sirchia ché il rock and roll senza sigaretta è come un cazzo senza palle… se te ne stai in un cantuccio a vedere quel segaligno francese di Julien trasformarsi nell’anticristo munito di bacchette, alle prese con geometrie scombinate di rock pieno di suffissi e prefissi… se pensi che è stato bello scrivere su Mente Locale ma durerà poco perché Vincenzo D’Aquino a breve diventerà il quarto Passe Montagne… se guardi, nell’ordine, Paolo Ferri, Vincenzo D’Aquino, Maurizio Di Fazio e poi ti passi una mano sui capelli per paura di non ritrovarci quei quattro peli che ti rimangono… bene, di fronte a quest’ecatombe di problemi i tuoi in confronto è li sold spicce…

Se rincasi alle cinque del mattino e non dormi ma vai proprio in letargo… se sprofondi in un sogno popolato da un esercito di Mastrota che si tagliano la gola l’un l’altro pur di farti provare il loro materasso… se il Mastrota più Mastrota per convincerti all’acquisto ti ci mette sopra una batteria di pentole laccata in oro, un televisore Lcd da 57 pollici, un robot con le sembianze di Elena Santarelli e due ferri da stiro al posto delle braccia, una macchina da caffè con la funzione aggiuntiva capace di preparti un mojito in 22 secondi netti e persino un jukebox Wurlitzer 1800 con le cromature restaurate di pacca… se mentre stai firmando l’assegno con l’acquolina in bocca ti senti bussare nel petto… se squadri Mastrota a brutto muso e gli stai per dire, hey abbassa le mani uallio’… se noti che lui le mani ce le ha già basse e per di più ti sta a un paio di metri di distanza con il sorriso stampato in faccia… se ti senti strattonare finché non apri gli occhi e scorgi la tua dolce metà sopra di te con lo stesso sorriso di Mastrota, giusto un po’ più diabolico… se ti giri in automatico e, appena leggi sulla sveglia al quarzo i tre numerini 7:50, il tuo fegato bestemmia a singhiozzo… se dalle dolci labbra di tua moglie escono frasi che non capisci e, soprattutto, non vuoi capire… se ti senti talmente male da credere di essere il protagonista del remake, ambientato alla Gammarana, di Paura e Delirio a Las Vegas… se la donna che hai portato all’altare vestito come un cantante sbronzo degli anni ’60 scandisce spazientita ti-devi-alzare-il-caffè-è-pronto… se le rispondi con la bocca impastata ma berché… se lei replica, in un’escalation di nervosismo, perché – alle – nove – e – mezza – dobbiamo – essere – a – Pescara – non – ricordi?… be’, allora è proprio vero che i problemi non finiscono mai!

Ho tirato fuori questo pezzo pubblicato su Mente Locale #3 di maggio 2007 perché giovedì ho partecipato alla mia seconda riunione di redazione. Faceva meno caldo della volta scorsa, i volti erano meno paonazzi, la gente aveva fame e fremeva per andare a cena… tutto ciò avrà un qualche recondito significato?

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