PUGNO CHIUSO, E CASSETTA ROSSA di Maurizio Di Fazio

RACCONTO N. 11
“Mio padre era un bancario, mia madre una casalinga e mio fratello uno skater quindicenne ai primi tatuaggi: oggi è un caddista e un mc hip-hop demenziale di 39 anni, e nelle sue liriche misogine, omofobe e sbirrofobe, postribolari e casualmente immemori delle grandi famiglie ideologiche del Novecento, mescola Salvini e Jo Donatello, i Le Pen e Jocelyn, il gangsta-rap e le impellenze fisiologiche. C’era ancora mio nonno, che mi regalò il mio primo motorino: uno sfolgorante Sì Piaggio grigio antracite capace di sfiorare anche i sessanta km all’ora se lanciato come se non ci fosse un domani in discesa…”

Pugno chiuso, e cassetta rossa di Maurizio Di Fazio, pp. 59-63 (Andare in cascetta, A Morte Libri, 2015)

Maurizio Di Fazio è nato negli anni Settanta a Pescara. Attempato ma sempre vanesio, non vuole specificare meglio. Attualmente si occupa di spettacoli, cultura e attualità per Il Fatto Quotidiano.it, e a volte anche per L’Espresso e il Venerdì di Repubblica. Pare sia anche autore di programmi televisivi Rai. Ha vinto qualche premio letterario e pubblicato il libro di narrativa frammentaria Te lo giuro sui Radiohead. Un suo racconto, Bolsefobia: fobia dei bolscevichi, è presente nell’antologia Fobie.

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