Per stare nella nicchia si abbisogna di una grande nerchia!

Un amico sbevazzone, dissertando di musica altra, un sera in cui era particolarmente in forma sentenziò lapidario: “Per stare nella nicchia si abbisogna di una grande cerchia!”. Mi pare che la sua affermazione non faccia una piega, la trovo verissima da tutti i punti di vista: chi suona, chi produce, chi scrive. E rilancerei aggiungendo che le dimensioni della succitata minchia aumentano in maniera direttamente proporzionale al numero di anni trascorsi nell’angusto tunnel. Questo panegirico per dire che chi sta dietro al negozio/etichetta parmense Rockin’ Bones e alla sussidiaria Lady Kinky Karrot ha una minchia tanta, e ce lo dimostra ancora una volta con questi tre uscite in vinile che esplorano la florida scena power pop punk di Vancouver dei tardi ’70.
Modernettes La raccolta Get Modern or Get F*cked dei MODERNETTES è davvero fenomenale, non esagero. Fresco, moderno – e non poteva essere altrimenti – potente, carezzevole power pop che strizza l’occhio al r’n’r dei ‘50/’60. Un colpo alle coronarie le 6 gemme dal 12” d’esordio Teen City, con l’anthem Barbra ed una Celebrity Crackup che sembra partorita dalla penna della coppia Mould-Hart dei bei tempi. Le demo version dei 3 brani ripescati dall’album dell’81 Gone… But Not Forgiven costeggiano i bordi del paisley underground che è un piacere. La scrittura si fa più calligrafica ma non meno incisiva nei 5 pezzi dell’ultimo EP View From The Bottom datato 1982, di cui si apprezzano particolarmente la voce della sensuale bassista Mary-Jo nella cover di Femme Fatale e l’atmosfera vagamente dylaniana di Rebel Kind. Chiude da paura il dissonante slow punk di Get It Straight catturato in un live dell’83.
Young Canadians Non molto dissimile è il sound dei K-Tels, che dovettero cambiare denominazione in YOUNG CANADIANS per un caso di omonimia con una nota compagnia discografico-televisiva. Il power trio mostra di cosa è capace soprattutto nei pezzi del primo EP Hawaii: quattro uppercut di punk squadrato e melodico, sostenuti dall’ugola storta del carismatico frontman Art Bergmann (per lui anche un incerto futuro solista su major). Hulabaloo Girls e gli stacchi di No Escape riportano alla mente nientemeno che certe genialate dei Minutemen. A questo piccolo capolavoro naif dal titolo A.k.a The K-Tels fanno da corollario alcune schegge dal vivo, i brani del 7” Automan, con Where Are You sugli scudi, e l’intero 12” This Is Your Life che risente non poco della lezione glam punk delle New York Dolls.
AA.VV. - Vancouver Complication Chiude il trittico AA.VV.Vancouver Complication, fedele documento della frastagliata scena punk della metropoli canadese nell’anno di grazia 1979. Sono passati trent’anni, ma la fotografia non appare affatto sfuocata, e non solo per la presenza del punk politico dei “big” Subhumans e D.O.A. Il glam strascicato dei No Fun, le bizzarrie sintetiche degli U-J3RK5, il furente r’n’r virato hc di Dishrags, i sussulti post punk Talking Heads meet Devo degli Exxotone tengono ancora botta in maniera sconcertante. La raccolta è qui innervata da un bonus lp con succosi live dei sopraccitati Modernettes e Young Canadians e l’aggiunta di 3 pezzi in studio dei Pointed Sticks, uno dei segreti meglio nascosti del power pop internazionale.
In attesa che Mastella decida su quale sponda saltare stavolta, supportate questa sana operazione riciclo che ha portato alla ristampa della ristampa – tutte queste raccolte avevano già rivisto la luce per mano di Zulu e Sudden Death Records – di 3 dischi tanto oscuri, quanto preziosi.

Questo pezzo, in una versione leggermente differente, è stato pubblicato nella rubrica Retropolis di RUMORE #195, aprile 2008.

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