on my jukebox

manwell jukebox Rockola… poco prima di cena sono passati i miei a trovarci e, mentre le due donne (e mezzo) della mia vita si scambiavano vedute femminili sullo scibile casalingo, mio padre se ne esce dicendo che la nostra sembra una casa da studente universitario: lo ha ripetuto un paio di volte, col sorriso sulle labbra, quasi compiaciuto… prima di andare a letto c’ho pensato e ripensato… non so se quelle affermazioni contenessero un qualche significato recondito o, peggio, un messaggio preciso… penso di no… mi voglio convincere che il mio vecchio si diverta nel vedere che il suo ragazzone di quasi quarant’anni abbia rimontato la batteria color legno nello studio e si sia appena comprato un basso elettrico con tanto di ampli portatile Danelectro…  comunque penso che lo diverta soprattutto il jukebox in sala, nonostante non sia mai stato particolarmente attratto dalla musica: in casa nostra giravano solo i dischi di Fausto Papetti e tutti dovreste sapere il motivo…

dischi manwell jukebox

… quello che vedete è un Rock-Ola 463 del 1976 con 50 quarantacinque giri per 100 – o più – selezioni… la griglia in basso (in origine nera) è stata cromata dall’amico Junior che ha pure riverniciato i montanti laterali… essendo sguarnito del poster frontale originale, ne ho creato uno assemblando immagini di opere pop art… al centro del nuovo poster c’ho lasciato un buco di forma romboidale in modo che si possa veder il meccanismo… infine mi sono divertito a fare tutte le etichette più un altro centinaio di altrettanti 45 giri pronti a girare… per ora la prima colonna è occupata da roba più o meno ’77, la seconda da roba italiana, la terza da band alternative più o meno ’80-’90, la quarta da meravigliosi dischetti più o meno sixties, la quinta e ultima da luccicante pattume lo-fi punk di oggi… 

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