LOOSE: il rock, il roll e il punk

LOOSE “Rock The Fuck On!”
(Autoproduzione)

Perché etichette, stampa e pubblico del belpaese incensano band dedite al punk calligrafico da terza elementare e non si filano minimamente i Loose? Sarà che arrivano da un buco sperduto delle Marche, che hanno raggiunto da un po’ l’età della ragione, che non sono mai saliti sui patetici trenini costruiti dalle case discografiche… mah! Eppure Rock The Fuck On! è un gran disco che già dall’incipit (Son of Dirt) mostra come sia possibile stare in perfetto equilibrio sulla corda immaginaria che lega Sidney a Detroit. Muscoli, anima e il delirio degli Stooges (omaggiatti in T.V. Eye) a braccetto con il sound granitico degli MC5 (riletti in una infuocata versione di Kick Out The Jams), senza dimenticare il punk’n’roll malinconico dei Birdman (Emotional Farts, Here Comes My Fire). Se non lo si fosse ancora capito i Loose stanno invecchiando splendidamente, non aspettiamo che muoiano!

Nel finale di questa recensione pubblicata su Punkster #1 di marzo-aprile 2004 invitavo i lettori a non aspettare la fine dei Loose per poi fare assurgere i marchigiani a band culto. Purtroppo è stata una specie di premonizione. Ma adesso, dopo un paio d’anni di morte apparente, il cantante/chitarrista Massimo Contigiani ha rimesso in piedi la band circondandosi di giovani indemoniati. Io e l’amico Strelnik ne siamo testimoni oculari: nel novembre scorso, gonfi di birra all’inverosimile, abbiamo assistito ad un loro bellissimo concerto in quel di Faenza… con un’appendice di logorrea alcolica che non vi dico.

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