Le pulizie della Befana

… in realtà le grandi pulizie sarebbero quelle di Pasqua… ma anche la Befana si difende bene… e non parlo di passare l’aspirapolvere, lo straccio o pulire i vetri… quella è robetta da pivelli, ordinaria amministrazione… avete mai pulito la cappa sopra ai fornelli?… Bene, allora sapete cosa si prova a sgrassare anni di fritture, soffritti e quant’altro…

… dopo un paio d’ore di olio di gomito, le mie mani definitivamente rovinate dal Duraglit (una fascia anti ossido, tipo lana di vetro, di una tossicità unica) si sono autotrasportate in studio a fare un po’ d’ordine tra dischi, libri e cianfrusaglie varie… mentre pensavo a quale disco metter su come sottofondo, nascosto tra gli album del reparto new wave inglese, si è palesato “Volume 1” dei MONOCHORDS su Fanboy Records… disco che avrò ascoltato si e no un paio di volte, anche per colpa della sua errata collocazione…

… ho subito pensato che questo fosse un segno del destino… l’animaletto preistorico stilizzato in copertina come regalo della befana chiedeva soltanto di farsi un giro sul mio piatto… “e che problema c’è, amico”… gli ho detto avvicinandomi al suo occhio sinistro che pareva reclamare questa chance da tempo immemore…

Monochords… appena sfoglio il gatefold mi trovo davanti agli occhi una nuvola bianca molto simile all’alone che l’infernale Duraglit ha lasciato sul mio fornello… altro segno del destino… déjà vu troppo vicino per passare inosservato… vado in trance sulle note di Time for a change… mi lascio cullare dal power pop Now that everybody’s gone e dal campanaccio in apertura di White sand… c’è dell’ottimo sixties sound impresso in questi solchi… garage, r&b, psichedelia, hard-rock-funky, pedali wha wha, Detroit, spille da balia punk… richiudo la copertina e fisso di nuovo l’animaletto… incredibile, sembra mi stia facendo l’occhiolino…

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