Le canzoni da giovanotto #8

Non ho mai amato troppo le musicassette, soprattutto per le loro ridotte dimensioni. Lo stesso motivo per cui non ho mai amato quei fottuti quadrati di plastica meglio noti come compact disc. Non c’è paragone con la grandezza ingombrante del vinile. Eppure di musicassette ne ho ancora una catasta e non intendo disfarmene, tanto meno scenderle in cantina. Il loro ruolo nella mia educazione sociomusicale è stato importantissimo e mi pare il minimo tenerle “a riposare” nel calduccio del mio studio. A questo aggiungo che in macchina ci ho ancora l’autoradio a cassette e il motivo ve lo dico citando il passo del tutto autobiografico del mio libretto La mia banda suona il (punk)rock: “…vinile per casa e cassetta per la macchina. Lo schema è sempre quello. Com’è che si dice? Squadra che vince non si cambia!
Bene. Complice anche la mia vecchia Toyota, ogni tanto vado a spulciare nelle scatole di cassette per pescarne qualcuna da mettere in heavy rotation in macchina. Un po’ di tempo fa è toccato ad una TDK, fatta non ricordo da chi sul finire degli anni ’80, con gruppi buttati dentro senza un preciso filo conduttore (dai CCCP ai Woodentops, passando per Teardrop Explodes, Minutemen, Rivolta dell’Odio, Fall, Weirdos Pastels e Martin Stephenson & The Daintees).
Lì dentro il mio pezzo preferito in assoluto era Disgrace degli Speedometors. Uno dei gruppi meno conosciuti del lotto assieme agli anconetani RDO. In tutta sincerità devo dire che non ho mai approfondito la conoscenza di questa band power-pop londinese, mi bastava e mi avanzava la chitarra da brividi in apertura e il mood generale di energica nostalgia che percorre per 3 minuti e mezzo il pezzo. Riascoltandola oggi mi pare che Disgrace sia un esempio alto, anzi altissimo, di “punk emozionale” nel vero senso della parola. A voi l’ardua sentenza.

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