L’ARTE A PERDERE DELLA PAPERA POST-PUNK

Ogni tanto dovremmo ricordarci di accendere un cero per le etichette indipendenti nostrane che fanno praticamente l’arte a perdere. Tradotto per i meno arguti, significa sostenerle comprando i loro dischi. E stavolta non parlo si sconquassato garage’n’roll per sfigati fuori tempo come il sottoscritto, ma di suoni più moderni e potenzialmente più accessibili/appetibili, spacciati dalla Foolica Records: etichetta mantovana nata nel 2008 che prende il nome dalla Folaga, una specie di papera post-punk tutta nera con una bella macchia bianca in fronte, che arriva dal mare del nord e stazione sul lago di Mantova.
cover The Record'sA rimorchio dell’ottimo De Fauna Et Flora i RECORD’S tirano fuori il primo singolo Mr Hide sia su 7” che su cd, venduti insieme ad un prezzo speciale. C’è poco da aggiungere sull’elegante pop-rock, mai lezioso, di questi ragazzi bresciani se non che Mr Hide riesce nell’ardua impresa di mettere d’accordo chi ha amato i Beatles dopo averli “scoperti” tramite gli XTC, i fan dell’indie trendy e quelli del r’n’r svalvolato alla Modern Lovers. Sul lato B piazzano un classico estivo del calibro di Un’estate al mare, portata al successo da Giuni Russo, mostrandosi a loro agio anche con l’idioma italiano e facendoci nutrire (non solo a me e al superfan Luca Frazzi) qualche residua speranza per le sorti dell’esangue rock italiano.
cover Low Frequency ClubDalla “Leonessa d’Italia” arrivano anche i LOW FREQUENCY CLUB, trio di electro funk bianco dalla spiccata sensibilità elettronica e danzereccia che rimastica e sputa gli anni ’80 con una pompa invidiabile. Apre le danze la bella cover di Johnny Come Home dei Fine Young Cannibals con tanto di basso slappato, tastierine fru-fru ed un gran groove sottotraccia. Più “electropeso” e molto francese l’inedito Pools che ha l’unico difetto di essere un po’ troppo lungo. Di questo pezzo ci sono anche due remix: sinceramente trascurabile la eunuco version dei :Kinema di Brighton, molto meglio quella da indigestione di paste del duo anglo-italiano L.A.S.E.R.
cover DIDSi piomba in un danceflor bollente con il singolo dei torinesi DID, un 7” in vinile trasparente d’impatto sin dalla foto di copertina di Andrew Davidhazy che ritrae una palombella di monetine in odor di urofilia. L’apertura Hello Hello, dall’album dello scorso anno Kumar Solarium, è un concentrato di p-funk urbano e rumorista, post-punk di stampo Gang of Four ed elettronica ipnotica. Una gran botta tra capo e collo, introdotta da un muezzin in overdose di Liars spalleggiato dal fischietto metronomico di un arbitro fatto di lsd. Ottimo brano che anticipa la classica quiete dopo la tempesta, ovvero il remix di Another Pusher ad opera degli art rockers inglesi These New Puritans impeccabili nel dar manforte alla causa senza cacare fuori dalla tazza.

Pezzo pubblicato su RUMORE #223 di settembre 2010.

Low Frequency Club – Johnny Come Home from Foolica Records on Vimeo.

DID – Hello Hello from Foolica Records on Vimeo.

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