la logica dello stendipanni # 0

Stendipanni manwell

Un lato positivo dell’hobby di pennivendolo rock and roll che mi sono scelto è la possibilità di ricevere dischi gratis. L’unica strategia di marketing di etichette e distributori indipendenti è quella di subissare di dischi i giornalistucoli da strapazzo, come il sottoscritto, nella speranza che questi ne scrivano sulle riviste di settore. E’ una sorta di baratto tra poveracci. Un mutuo accordo silente e anche un po’ triste. Ma tant’è.
Loro (etichette e distributori) placano la tua dipendenza di musica facendoti risparmiare svariati euro. Tu non devi fare lo stronzo e inventarti qualche cazzata che invogli il lettore all’acquisto. Il risultato è che mi ritrovo molti dischetti da 5″ sparsi per casa.
E’ qui che entra in gioco la logica dello stendipanni.
Siccome nell’ambito dell’economia familiare si è deciso che sono io ad occuparmi della lavatrice con conseguente stendimento e piegatura di mutande, calzini, ecc., mi capita di trascorrere molto tempo nella stanza adibita a tali, nobili operazioni. E ciò non mi spiace affatto. Addirittura mi rilassa. Chiaramente è d’obbligo un sottofondo musicale, così mi sono procurato un lettore da quattro soldi e l’ho tatticamente adagiato sulla cassettiera adiacente al robusto et funzionale stendipanni gentilmente donatomi da un cugino come regalo di nozze.
Tutti, e dico tutti, i cd che mi arrivano devono passare l’esame stendipanni prima di meritarsi l’ingresso nelle fauci del mio fido Marantz 48. Penso che il sistema sia assolutamente meritocratico.

Va da sé che questo è soltanto un sunto della logica dello stendipanni. I nuovi cd quivi parcheggiati in attesa di esame sono sempre in buona compagnia. Vecchi leoni e leoncini del rock and roll, costretti dentro asettici pezzi di plastica circolare, spesso fanno sentire il loro ruggito ai nuovi arrivati.

Condividi sui social network