L’ultimo 7” dei Mohicani

L'ultimo disco dei Mohicani_M.Blatto

Non c’entra il romanzo di Cooper interpretato al cinema da Daniel Day-Lewis. Il titolo è un omaggio allo stupendo libro del “nostro” Maurizio Blatto, una nuova bibbia scritta con lo stile di John Belushi ad uso e consumo di chi non ci sta ad appendere i polpastrelli al chiodo e continua a praticare lo sport di fare il castoro, a flautare con le dita come Ian Anderson su 45 giri imbustati e impilati alla perfezione. Sapere che esistono ancora riserve indiane come Backdoor, popolate di gente che venderebbe un rene non solo per il padellone (il 12”) ma anche per il “piccolo” (il 7”) dà un senso a questa piccola rubrica di piccoli.
cover The SatellitersAndate fuori di testa per il garage insudiciato di punk e vi sciogliete al cospetto di beatle boot, pantaloni attillati e vecchie chitarre Vox? Bene. Se ancora non li conoscete o non avete mai approfondito, i crucchi SATELLITERS saranno il vostro salvavita Beghelli. Da quasi vent’anni fanno quello che i maligni bollano come revival, e allora? Provate a mettere sul piatto il 7” Shake, Shake, Shake sulla spagnola Hey Girl! Records, fate rimbombare le casse e poi ditemi se è solo revival.
cover TheMonolithics_TheKaamsRimanendo nell’acquitrino del garage-rock più o meno filologico, lo split Choose Your Coffin! su Boss Hoss Records ci ricorda che l’Italia non si è fermata a rimirare i pur bei colori degli ’80. Il neo Sixties tricolore è vivo, vegeto e infuzzato nero. Nelle vene dei milanesi MONOLITHICS scorre un groove scuro, percorso da stomp imperiosi (Take The Time You Need), sciabolate di organo e melodia ruvida come carta vetrata sulla uallera (Head Or Tail). Bravi davvero. Non sono da meno i vicini di vinile e di smog THE KAAMS che sparano due proiettili di garage anfetaminico e r&b tarantolato con un’armonica ubriaca a chiudere il discorso. I Kaams sono tre imberbi giovanotti provenienti dalle nebbie padane, ma che suonano come i nipoti di Greg Shaw dopo esser rimasti chiusi un’intera estate nella casa dello zio a saccheggiare la sua collezione di misconosciute band dei ’60.
cover Best Coast_WavvesChiudo come fossi Costantino della Gherardesca nel salotto di Kalispera, con lo split BEAST COAST / WAVVES su Mexican Summer. I piccioncini Nathan Williams e Bethany Cosentino hanno pensato bene di regalare ai fan un inedito a testa in occasione del tour americano che hanno fatto assieme tra gennaio e febbraio. When You Wake Up dei Beast Coast sta tutta nel titolo. Una cavalcata garage-dream-pop da dolce risveglio a bordo piscina, con le Throwing Muses ubriache di mojito che suonano dopo una pesante insolazione. Sull’altro lato il signor Wavves, per smaltire le droghe della sera precedente, fa gorgheggi sott’acqua come un David Bowie evirato. Nell’edizione digitale ci sono 5 pezzi (compreso uno dei No Joy) ma il piccolo vinile è tutta un’altra storia. Come direbbe un avventore abituale del negozio di Blatto: «Se questo 7” me lo trovi, ne prendo volentieri anche tre copie».

Pezzo pubblicato su RUMORE #229 di marzo 2011.
Per la cronaca il libro di Maurizio Blatto a cui mi riferisco s’intitola L’ultimo disco dei Mohicani ed è stato pubblicato da Castelvecchi sul finire del 2010. Un libro, a metà strada tra il classico romanzo e la radiografia di un vizio (comprare dischi), clamorosamente bello.

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