INFAMOUS DOGS di Danilo Iacuelli

cover libro Infamous DogsDanilo Iacuelli non ha ancora trent’anni eppure ha già pubblicato 2 saggi e 5 romanzi, i primi 3 con lo pseudonimo Daniel Jovovanovich. Questo sesto romanzo del giovane scrittore nativo di Salvador de Bahia (Ad Est dell’Equatore, pp. 110, Euro 10) è urgente come la raffica di scorregge che la protagonista spara, a pag. 2, in faccia al primo cliente. Ayumi è una bella fichetta giapponese finita a Napoli chissà come. È una puttana che batte in strada, ci ha un pappa che a suo modo le vuole bene e, in fin dei conti, non le dispiace poi tanto fare marchette a destra e a manca. Ma ad un certo punto non si accontenta più. La puttanella “salva” un bambino di colore segregato e abusato da un pedofilo che gestisce un sexy shop, si sbarazza del pappa, diventa una troia d’alto bordo e finisce per lasciare il mestiere e mettersi a gestire un traffico di droga e prostituzione. Nel frattempo Huey, il bambino di colore, è diventato il “figlio di Satana”, un adolescente spietato che semina violenza e terrore. A 14 anni guida la macchina, tromba che neanche Rocco Siffredi (pure con la sua “salvatrice” Ayumi), spara alla gente come se bevesse Gatorade e, last but not least, si compra una zingarella e se la sposa.
Come va a finire questa storia ultrapulp scopritelo da voi, dico solo che è una escalation di violenza tra mafia cinese, cani sciolti di Scampia, vecchie e nuove famiglie di camorra che ingaggiano una guerra senza quartiere. Per la scrittura di Iacuelli è proprio il caso di usare l’etichetta “hardcore”. Una scrittura schizzata, coraggiosa e politicamente scorrett(issim)a, tra Chuck Palahniuk e il cantilenare di Remo Remotti, accelerazioni tarantiniane e Peppe Lanzetta quand’era figlio di un bronx minore. Il brasiliano-napoletano è come un giovane ballerino dal grande talento, uno che ci ha il ritmo nel sangue. Affinare la tecnica e perfezionare nuovi passi è solo questione di tempo.

Ritiro fuori questa recensione pubblicata su RUMORE di dicembre 2011 perché ho appena letto la godibillissima (mini) autobiografia di Peppe Lanzetta “Pane e peperoni”, guarda caso pubblicata dagli ottimi ragazzi di Ad Est dell’Equatore che ho avuto modo di conoscere e apprezzare anche come persone e non solo come editori.

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