IDOL LIPS

SCENE REPULISTI
(White Zoo/NerdSound)

cover Idol LipsL’esordio del 2006, Too Much For The City, aveva la forza dirompente di una martellata sui denti che manda in frantumi incisivi e canini in un solo colpo. Difficile ripetersi, se non al limite dell’impossibile. Questi ragazzi ciociari, nel frattempo divenuti un quartetto col chitarrista Tony Volume passato alla voce principale, ce l’hanno fatta alla grande mostrandoci che il punk può ancora essere eversivo ma anche dannatamente “maturo” (Down By L.U.V., Don’t Want You Around, You Gotta Choose). Gli Idol Lips sono una perfetta macchina da guerra che va dritta per la sua strada, sbranando a morsi il proto-punk dei New York Dolls e poi pulendosi con i lustrini e le paillettes del glam. Coriacei, quadratissimi, senza la minima sbavatura e stupidi sorrisi stampati in faccia, riescono a rendere personali e magnifiche anche due misconosciute cover (Soul Power di Rik L. Rik e Rockin’ On A Rock dei romani Fire). Alquanto arduo volere di più da un disco rock’n’roll punk. Da avere incondizionatamente.

La recensione di “Scene Repulisti”, che per la cronaca è il mio disco italiano dell’anno, è stata pubblicata su RUMORE #231 di maggio 2011. Sotto trovate un botta e risposta col bassista Luca in parte pubblicato all’interno di uno speciale sul punk romano che ho fatto per la gagliarda webzine BLACK MILK.

Il titolo dell’album è tutto un programma, a cosa alludete? Ci entra anche il fatto che siete rimasti in quattro cambiando la voce?
Sei proprio cattivo (si scherza!)… no, l’abbandono del cantante e il cambio di formazione non c’entrano niente con il titolo. Scene repulisti è quello che ha subito il punk rock (quello vero) negli ultimi tempi, ormai è talmente fuori moda che è uscito da qualsiasi circuito. E poi capirai, noi veniamo dalla provincia, e a volte riuscire ad organizzare solo un concerto è un’impresa. Il rock’n’roll sembra non far battere il cuore più a nessuno. Se già qualche anno fa i Dictators si chiedevano chi avrebbe salvato il Rock’n’roll… Per fortuna ci sono persone (o supereroi?) come Sergio di White Zoo, con tutte le “persone informate sui fatti”, che cercano di “salvare il mondo un disco alla volta”.

Siete cresciuti molto nel songwriting senza perdere nemmeno un grammo della vostra “forza punk”. Mi pare che Scene Repulisti sia un album molto quadrato e più a fuoco del precedente…
Paradossalmente da quando suoniamo in quattro siamo molto più “quadrati”, con le spalle al muro gli Idol Lips tirano fuori il meglio. Il disco è stato concepito tutto nel giro di quest’ultimo anno, abbiamo trovato (o perfezionato) la nostra sintonia, siamo più affiatati. Abbiamo lavorato tanto sui pezzi, ma è stato molto più facile rispetto ai dischi precedenti, proprio perché sapevamo tutti e quattro dove volevamo andare, che tipo di pezzi volevamo fare… quando siamo entrati in studio per registrarlo avevamo tutto già in mente, non è stato lasciato nulla al caso, tant’è che tutto il disco è stato registrato in meno di una settimana: questo è il punk rock, almeno noi così lo intendiamo, si trattava solo di portare su un pezzetto di vinile l’energia che tiriamo fuori sul palco. Ti confesso che siamo molto soddisfatti di come è venuto fuori poi in concreto. È vero, il disco è più “a fuoco”, ma è anche molto più “raffinato” (se non ruffiano, nel senso buono del termine) rispetto ai precedenti, i pezzi hanno una struttura più New York Dolls (se ci scusi l’immodestia del paragone) rispetto alle altre nostre cose. Considera questo: dopo aver registrato la chitarra Tony Volume è volato a New York e ha portato un nostro disco e un paio di bacchette sulle tombe di Johnny e Jerry: il tributo è pagato.

Che mi dite delle due ottime cover presenti nel disco?
Soul Power è un pezzo del 1982 di Rik L. Rik, ex F-Word e Negative Trend, (all’anagrafe Richard Brian Elerick, morto nel 2000 a soli 39 anni per un maledetto cancro al cervello, ndmanwell). Tra l’altro lo abbiamo mandato al suo chitarrista che ha molto apprezzato la cover, e s’è pure un po’ commosso che dopo tanto tempo c’è stato qualcuno che ha ripescato un suo pezzo. Rockin’ on a Rock invece ha una storia un po’ più complicata. Il pezzo è dei Fire, un gruppo di Roma dei primi anni Ottanta che non incise mai nulla di ufficiale, compreso questo pezzo. i Fire però fecero una comparsata nel film “Delitto sull’autostrada” con Tomas Milian, dove suonano proprio Rockin’ on a Rock (Qui, dal minuto 7:19, potete vedere suonare questo pezzo nel film “Delitto sull’autostrada” mentre Tomas Milian batte i pezzi a Viola Valentino sui divanetti del locale, ndmanwell). È stato vedendo il film che ci è venuto in mente di coverizzare il pezzo e tramite un’operazione “Chi l’ha visto?” siamo riusciti a contattare uno dei Fire che ci ha raccontato tutta la storia.”

Condividi sui social network