I-I-ta-li-a: Quarto Oggiaro, Rancitelli, Rione Sanità…

Non mi piace l’inno di Mameli, a De Gregori preferisco Mino Reitano e sono dell’idea che la migliore canzone di sempre sull’Italia l’abbia scritta Lou X (Italia, per l’appunto). Come canta(va) il rapper mio conterraneo il nostro sarà pure un Paese di merda, però è il “nostro” e gli si vuole bene a prescindere. Pertanto in questa ricorrenza dei 150 anni repubblicani, con onorificenze concesse a go-go a nani e ballerine, mi pare il minimo tributare qui sopra gli eroi nazionali del r’n’r sfigato che saranno pure balordi, ma almeno lo sono sul serio. cover Trio BananaGente come il TRIO BANANA, tre amici senesi ritrovatisi a Roma per dar vita a questo gruppo estemporaneo (?) che loro stessi definiscono: “punk sbandato, ma anche noise, ma anche cazzone un bel po’, ma anche psichedelico, ma anche avanguardistico nel succhiare le banane.” I 5 pezzi dell’ep dalla cover fanciullesca surf-ano tra il punk minore degli Urinals e la psichedelica di Red Crayola e Spacemen 3, tutti numi tutelari per loro stessa ammissione, con il basso che regge la baracca, la batteria che la sfascia a colpi di machete e la chitarra che gli dà fuoco. Eccezionale Move Here Move There in puro stile Ty Segall: d’altronde non dimentichiamoci che è stata proprio l’etichetta di casa, Bubca Records, la prima a dare credito alla nuova scena garage-punk della Bay Area oggi osannata un po’ da tutti.
cover The TunasAltri eroi dell’italico r’n’r sono i TUNAS che hanno appena pubblicato il loro terzo 7” su Primitive Records, bello spartano sin dalla copertina in b/n. Con la frizzante cover di Feathered Fish dei Sons of Adams, scritta da Arthur Lee, i bolognesi dimostrano di palleggiare col vecchio garage-rock e con la British Invasion dei Pebbles come pochi nel Belpaese. Sul lato B affilano le unghie garage-punk, rammentandoci che Mr Gonzo ha stirato le gambe (Lester Bangs Is Dead) e lasciandoci di sasso come il comico Corrado Nuzzo mentre pronuncia “cosa avrà voluto dire?”.
cover Postalmarket BabiesChiudo con il potente split 7” marchiato Tornado Ride che mi ha fatto scoprire i POSTALMARKET BABIES, supercombo emiliano formato da gente che ha militato in By All Means, Headed Nowhere, The Death of Anna Karina, Long Gone Losers ecc., tutti gruppi posseduti dal sacro fuoco del rock’n’roll punk stuprato a sangue dall’hardcore. Si può immaginare il bordello messo su dai PB, maestosi nell’omaggiare il vecchio motorino Califfo e nel lanciarsi a denti serrati nel numero mozzafiato Express In My Ass. Vincono a mani basse sui compagni di split LIPSTICK VIBRATORS, francesi più lo-fi punk oriented che sanno indubbiamente il fatto loro ma che su questo pezzo di vinile fumante escono a testa bassa come Zizou e compagni a Berlino il 9 luglio del 2006. Forza Italia.

Pezzo pubblicato su RUMORE #234 di settembre 2011.

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