Hai un vestito nuovo? No, è lo stesso rivoltato

Il dono: artisti vari reinterpretano i Diaframma (Self)

Nonostante Federico Fiumani si schernisca sostenendo in ogni occasione che la sua è musica inesorabilmente datata, gli album dei Diaframma hanno influenzato trasversalmente diverse generazioni di musicisti alternativi italiani. AA.VV. - Il dono: artisti vari interpretano i DiaframmaCe lo sbattono in faccia le 18 realtà presenti in questo interessante tributo voluto dallo stesso Fiumani che ha invitato personalmente ognuna delle band coinvolte. Dalle star Marlene Kuntz che maneggiano coi guanti bianchi l’inno per eccellenza della new wave tricolore, Siberia, agli sconosciuti Magnolia impegnati in una versione molto ariosa, oserei dire coldplayana, di L’amore segue i passi di un cane vagabondo, un pezzo meraviglioso che mi ha sempre fatto pensare a Bukowski. Dal gran lavoro di chitarre del Santo Niente (Lode ai tuoi amici), all’avant country nasale di Samuel Katarro (Diamante grezzo). Dal geniale ciampismo di Bobo Rondelli-Mastroianni, allo hc emozionale degli Altro (Altrove). Dal noise circospetto degli OBO (Pasqua) fino alle soavità un po’ Baustelle dei Superpartner (L’odore delle rose) che rimpiazzano così Bianconi e soci ritiratisi all’ultimo momento per uno sciocco diniego della major di turno. Sinceramente deludono un po’ i Tre Allegri Ragazzi Morti che ammorbidiscono troppo quel gioiellino di ruvidezza che è Gennaio. Più che apprezzabile, invece, il contributo del nuovo cantautorato indie di The Niro (Io amo lei), Dente (Verde) e Le Luci della Centrale Elettrica, quest’ultimo alle prese con un barricadero pot-pourri diaframmiano che si aggiudica il premio originalità. Menzione speciale per il Fiumani live ne I giorni dell’ira con dietro quei folli di Zen Circus & Brian Ritchie che legnano folklore punk tipo Inti-llimani in acido. Il dono è un disco che svela, come mai prima, la grandezza autoriale di Mr Diaframma: pensate a cosa succederebbe se Fiorella Mannoia prestasse ugola e lentiggini ad un capolavoro del cantautorato rock come Labbra blu, temo che Sally si rinchiuderebbe in una villetta a schiera ad annaffiare gerani per il resto dei suoi giorni.

Sottoscrivo e rilancio ciò che è stato pubblicato, in una forma leggermente più sintetica, su Rumore #198/199 di luglio-agosto 2008… e, citando Federico, non mi resta che convenire sul fatto che chi è bravo a giocare viene sempre giocato… 

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