GOT MY MOJO WORKING

Come diceva quel tipo di Correggio “ho perso le parole” o meglio le ho già spese tutte per i MOJOMATICS, il miglior gruppo italiano degli ultimi 10 anni: “punto”, come dice quel tipo del Grande Fratello. Il tempo di godere dell’eccellente album Don’t Pretend That You Know Me, peraltro appena ristampato dall’australiana Impedance con un paio di bonus, che arriva il 7” su Bad Afro recensito come meritava su queste colonne da Pomini. Un antipasto talmente prelibato da star lì a centellinarselo nella speranza che duri il più possibile. I due goodfellas veneti ce lo sanno e allora tirano fuori una tripletta ai livelli di Rossi-Tardelli-Altobelli l’11 luglio 1982.
cover Mojomatics_DouchemasterLa prima rete coincide con il primo tour in USA dove sono stati invitati a suonare – unici italiani, manco a dirlo – allo Scion Garage Fest di Portland assieme alla crema garage’n’roll internazionale: Rocky Erickson, Dirtbombs, Black Lips, King Khan & BBQ Show, Intelligence, Demon’s Claws, Deadly Snakes, tanto per citarne alcuni. Negli States si smazzano altre 20 date con al seguito il loro miglior singolo di sempre, dato alle stampe per l’occasione dalla Douchemaster. Another Cheat On Me è semplicemente LA canzone perfetta: chitarra punk, armonica fuoco e fiamme, tiro a manetta, melodia che dà i brividi, cantato che toglie il respiro, il tutto in bassa fedeltà ma non troppo. Altrettanto impeccabile il lato B, in quanto tale, nel suo sicuro incedere country-rock-spaghetti western con tanto di trombe finali a chiudere la festa.
cover Mojomatics_Hell Yes!Il secondo goal lo segnano con un’imperiosa incornata sotto l’incrocio, indossando fieri la casacca neroargento dell’italiana Hell, Yes! Records. Tears Fall Down viaggia tra le radici e le ali, ma non ha nulla a che vedere con gli eroi filottranesi Gang, piuttosto con i Golden Boys, maestri texani nel trattare la materia roots a forza di iniezioni soniche. Per acquietare il pubblico in visibilio segue la melina di gran classe In The Meanihile che ha forma e sostanza delle grandi ballate tradizionali.
cover Mojomatics_Big NeckMesso al sicuro il risultato, i due conterranei del grande Gianfranco Zigoni calano il tris in rovesciata acrobatica. Si gioca ancora sul terreno americano, sponda Reston (Virginia), nello storico stadio della Big Neck Records. E di fronte ad un pubblico così esigente l’unica è scendere in campo a muso duro, cacciare litri di sudore, accelerare all’improvviso, mettere sempre la gamba: praticamente Love Wild Fever con quella armonica che accende di nuovo il fuoco e la sezione ritmica sempre pronta a riattizzarlo. I 2 minuti e 48 finali di Heavy Dose Of Sympathy sono la meritata passerella a ritmo di gagliardo r&b che strizza un occhio al country e l’altro al rockabilly, allo scopo di tenere per le palle la manica di yankee oramai fuori controllo. Mentre leggete i Mojomatics si stanno preparando a ripartire per un tour che toccherà Spagna, Francia e Germania. Ho riperso le parole. Al cospetto di questi ragazzi bisogna solo che togliersi il cappello e applaudire dagli spalti fino a spellarsi le mani.

Pezzo pubblicato su RUMORE #220 di maggio 2010.

Another Cheat On Me è spettacolare anche in acustico come potete vedere!

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