Femmine contro Maschi

Da qualche tempo incontro sempre più spesso un vecchio conoscente nel bar dove faccio colazione la mattina. Ci troviamo al bancone. Io di fronte al mio solito cappuccino, lui di fronte al suo solito Campari. Oltre che per l’alcol questo tizio ha la passione per il cinema. L’altro giorno, sconsolato, mi dice biascicando che ha buttato i soldi per quella fetecchia di Femmine contro Maschi. Gli sorrido, lo saluto e incamminandomi verso il lavoro inizio a pensare al nuovo girl power nella musica indipendente. Ho sempre pensato che il rock fosse una questione da uomini ma da un po’, forse complice l’età e una bambina che gironzola per casa, non ne sono più così sicuro.
cover Dum Dum GirlsTanto per dire, nelle vene di Kristin Gundred scorre indubbiamente r’n’r. E lo si capisce anche solo per il monicker (Dee Dee) che si è scelta. Ammetto di non essere impazzito per l’esordio lungo delle DUM DUM GIRLS ma trovo il nuovo EP He Gets Me High su Sub Pop più che degno, anche perché dura il giusto da non procurare noia. I 4 pezzi sono farciti coi soliti ingredienti: 1/3 di gruppi femminili dei ‘50/’60, 1/3 di shoegaze e 1/3 di garage-pop in bassa fedeltà. E soliti sono anche i ritornelli appiccicosi come la scabbia. Il meglio viene alla fine, nella preghiera sussurrata Take Care of My Baby e nella cover del classico degli Smiths There Is a Light That Never Goes Out che provoca brividi intensi sin dall’attacco.
cover La SeraA scanso di equivoci ciò che penso delle Dum Dum Girls lo penso paro paro delle Vivian Girls ma nonostante ciò sto seguendo con interesse le gite fuori porta delle tre donzelle di Brooklyn. Trovo notevole il gioco di ruoli tra Cassie Ramone e Kevin Morby nei Babies e sono rimasto discretamente affascinato dal nuovo progetto della bassista Katy Goodman, LA SERA. Il secondo 7” tratto dal recente album omonimo su Hardly Art, Devils Hearts Grow Gold, della band capitanata dalla rossa con la voce da sirena, la faccia da pesce lesso e il fisico da strip-teaser, di primo acchito fa cadere la palpebra: questo è pacifico. Eppure l’effetto abbiocco, l’atmosfera tra il soporifero e il trasognante, ha in sé una grazia eterea tutt’altro che spiacevole.
cover CoastingRimanendo in casa Vivian Girls la batterista Fiona Campbell se ne esce con il nuovo 7” su M’lady’s Records a firma COASTING, la band pre Vivian Girls che condivide con Madison dei pastelsosi Dream Diary. Anche qui si sguazza nel limpido fiume dello shoegaze da sogno, ma le acque del mare Sixties garage-pop nelle quali le due sfociano sono decisamente più agitate. La coda finale di Same Old Same Old e il drumming nevrotico di Discovery parlano chiaro.
Dopo aver incensato le nuove leve dell’indie rock in gonnella, mi pare giusto chiudere con una rocker di razza che risponde al nome di Kerry Davis. cover Two TearsI più la ricorderanno per le Red Aunts, i buongustai anche per i Beehive and the Barracudas. Da qualche anno Kerry ha in piedi un nuovo gruppo chiamato TWO TEARS che lei stessa ha definito come “le Bananarama che incontrano Kim Deal che a sua volta incontra il garage-rock dei ‘60”. L’ultimo 7” I’m So Out of It, I Can’t Get Into It su Windian contiene due pezzi di garage’n’roll slabbrato, marchiati a fuoco dalla sua inconfondibile voce da ninfetta su di giri, e lo strumentale dal titolo tutto dire 1/2 Gay, 1/2 Ethiopian. Una curiosità: nel myspace c’è un pezzo intitolato Senso unico in cui Kerry declama in modo ipnotico il titolo in italiano sullo stile del Kalabrugovic di Zelig quando dice “sto lavurando!”. Non aggiungo altro.

Pezzo pubblicato su RUMORE #230 di aprile 2011 in una forma più sintetica (ovvero senza la recensione dell’EP delle Dum Dum Girls che aveva già fatto il compagno Compagnoni).

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