Fantasmi ad Atlanta

Le ferie forzate tra natale e capodanno mi hanno lasciato del tempo da dedicare a due dei miei passatempi preferiti: la cucina e la speleologia r’n’r. Magari in un’altra occasione vi racconterò come si preparano dei buoni spaghetti con la bottarga di muggine, peperoni e scaglie di pecorino nero, per ora accontentatevi del r’n’r low profile di oscure band come THE CLAP. cover The ClapSeguendo le tracce del quartetto di Atlanta, di cui avevo già apprezzato le asperità dell’album autoprodotto Hepatitis B-Sides, ho scoperto la Double Phantom, label attiva nella capitale della Georgia dal 2007, che realizza per lo più produzioni in digitale e qualche piccolo gioiello a 45 giri come i 3 dischetti che sto per presentare. Per il debutto su 7” i Clap piazzano in copertina una bella testa di cavallo che è quasi un manifesto d’intenti. Josh Hughes, Amanda Morelli, Sam Wagstaff e Tyler Walters danno il meglio di loro stessi quando spalancano le finestre sul weird garage degli eroi cittadini Black Lips e lo ammantato di grazia pop e un affascinate beat Sixties (Lucy 2). In The Operation, tra sciabolate di shoegaze psichedelico e lo-fi in balia di fuzz e riverberi dissonanti, affiora dell’ottima melodia sottotraccia che dona al pezzo un piacevole gusto dolciastro.
cover CarnivoresI compagni di scuderia CARNIVORES si presentano con la stessa line-up basso-chitarra-batteria-tastiera, con tanto di ping-pong tra la voce maschile e quella femminile. Più o meno le stesse sono anche le coordinate di massima che vanno dal pop-garage dei ’60 fino allo shoegaze, qui più edulcorato. I suoni sono meno storti e i toni più pacati, tuttavia nella nostalgia soffice soffice che avvolge Second Impulse si sente il richiamo del tribalismo percussivo che rese lucente l’era d’oro del post-punk inglese. La title track Prom Night parte alla grande con una chitarrina surf e un basso sincopato che promettono sfracelli ma, invece di esplodere, si accartoccia su se stessa rimanendo sospesa a mezz’aria in una dimensione eccessivamente onirica.
cover Mood RingsForse sarà il clima delle feste, ma sono ben disposto anche all’ascolto del 7” dei MOOD RINGS i più depressi e soporiferi del lotto griffato Double Phantom Records. Promise Me Eternity sembra una cover in slow motion degli Smiths suonata dalle Girls sopraffatte da una botta di malinconia acuta: una roba dream-pop all’ennesima potenza (potenza si fa per dire), insomma, ipnotica e anche un po’ femminea. Per fortuna le chitarre ruggenti e il rullante pieno di Exorcised Painting mi tengono le palpebre aperte, facendomi apprezzare questi giovani nerd di Atlanta piegati in avanti a guardarsi la punta delle scarpe fuori tempo massimo.

Pezzo pubblicato su RUMORE #239 di febbraio 2012.

Condividi sui social network