ero amareggiato, ora un po’ meno

Milo Infante e Monica Leofreddi

Per le feste volevo scrivere qualcosa che esulasse dal rock and roll ma in questi ultimi giorni sono amareggiato, così ho deciso di lasciar perdere per evitare vuoti personalismi autoreferenziali. Be’, dicevo, ero amareggiato (e un po’ lo sono ancora) finché nel primo pomeriggio di venerdì 22 dicembre, comodamente spaparanzato in poltrona, mi sono sintonizzato su l’Italia sul 2 tradendo la De Filippi impantanata in una puntata di Uomini e Donne più debole del solito (Glauco oramai insignificante e quello di Pescara sempre più insopportabile con la sua parlata ibrida che mescola malamente toscano, milanese e abruzzese – ne so ragazzi che ci volete fare, non esistono più i tronisti di una volta!).
Be’, torniamo a noi, avevo la coccia totalmente sgombra, addosso una tutina in caldo pile e l’alberello di natale al mio fianco. Scoop, Monica Leofreddi, l’algida e burrosa padrona di casa, lascia il programma e giù racconti e lacrime e santificazioni. Persino sul viso della sua spalla Milo Infante compare una lacrimuccia mentre lei assume, sulla spalla di Infante appunto, le sembianze della Fontana di Trevi. Commovente. Davvero commovente. E utile. La coda di amarezza è svanita. Plof. Scomparsa. O cazzo, non c’è più. Povera Leofreddi, tutti i giorni in onda, per quattro lunghi anni. A Milano poi. Lontano dalla capitale dove è nata. Ma adesso è finita. Dal 15 gennaio condurrà una nuova trasmissione nella sua Roma. Lei c’è l’ha fatta. Ce la possiamo fare tutti.
Come si fa a non essere ottimisti?

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