Diario di un qualunquista (Political Comics 2003-2006)

GIANLUCA COSTANTINI
Fernandel, pp. 160, 12,00

Diario di un qualunquistaC’è qualunquista e qualunquista. Sembrerà un’affermazione un po’ buttata lì ma, pensandoci bene, tant’è. Gianluca Costantini ne è una delle tante varianti e Daniele Brolli lo secca subito nella lucida prefazione: “Un qualunquista etimologico, che rifiuta di partecipare a dispute che tengono lontana la verità del mondo.” L’artista ravennate fotografa ciò che vede, sente, annusa in rigoroso bianco e nero proprio come la realtà che ci circonda. Il suo tratto nervoso da ragazzino che ha passato qualche annetto in riformatorio gronda di urgenza, ma più del tratto colpisce il peso del lettering che sembra violare ognuna delle 150 tavole presenti. Ci entra dentro masticandogli le interiora per farsi esso stesso disegno. Ritratti cristallizzati di personaggi più o meno celebri da Ho Chi Minh a Rodolfo Graziani, da Francois Mitterand a Ettore Muti, passando per Junichiro Koizumi. Appena 6 tavole per un “vademecum di stile fascista”, più esplicativo di un tomo di 1000 pagine, che termina con il Duce in braghe corte e racchetta da tennis mentre il Paese era letteralmente in mutande. Altre 6 per Annalena Tonelli, uccisa in Somalia “perché diceva la verità”. Seguono “48 ore su yahoo news” in cui si saltella (e si salta) tra le mine dell’Iraq e della Striscia di Gaza, fino ad arrivare all’avanspettacolo puro delle elezioni del 2006: Camillo Ruini, Romano Prodi, Fausto Bertinotti, Roberto Calderoli, il Papa tedesco, il governatore Mario Draghi raffigurati come i fantocci del Bagaglino. Dopo esserci turati il naso, riprendiamo fiato con “Icone” diversissime tra loro, da Enzo Baldoni a Johnny Ramone. Infine si plana sui cieli di Cuba, Haiti, Ruanda, USA, Pakistan, Palestina, Kosovo, Colombia, ecc. per registrare storie assurde e dolorose da un satellite privilegiato, quello della memoria. Questo è soltanto il numero 0 del progetto Political Comics, ma io sto già facendo il conto alla rovescia per la prossima uscita (in libreria a novembre 2007).

Pur essendone un estimatore e discreto lettore, il fumetto non è mai stata la mia tazza di the, soprattutto quello di evasione. Il fumetto politicamente scorretto, scomodo, di denuncia, che provoca le coscienze… be’ quello mi piace assai. E questo bel libro che ho recensito su Rumore # 183 di aprile 2007 ne è un esempio alto.

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