dammi tre parole… anzi tre momenti

primo momento:

«Non ti preoccupare che tu stasera devi essere riposato… ci penso io!»

«No, guarda… seriamente… ti aiuto che pesa…»

«Ma figurati…»

52,7 metri dopo:

«Mhhh… se lo portiamo in due è meglio»

«Ok»

739,3 metri dopo:

«Li mortaci tuaaaaaaaaaaaa!!!» Lo penso, ma non lo dico

secondo momento:

«Sei un carnavale!»

«Ma tu, ti sei visto?»

«Sei un carnavale!»

« Te lo ripeto… ma tu sei visto?»

«Sei un carnavale!»

« No, cioè, dico sul serio… ma ti sei visto, tu?»

«Sei un carnavale!»

«Roba da non crederci, roba da non crederci… ma ti sei cazzo visto mai allo specchio?»

«Sei un carnavale!»

Siamo andati avanti per 5 minuti buoni poi ho capito che per far sì che si vedesse allo specchio avrei dovuto prendere quella radiosveglia e portarla in bagno di fronte all’unico specchio che ho in casa.

terzo e ultimo momento:

«E non essere sempre così angosciaaaato!»

«Non sono assolutamente angosciato!»

«E dai… che si vede che sei angosciaaaato!»

«Guardi che non sono angosciato!»

«Si vede… si vede che sei angosciaaaato!»

«Se glielo dico evidentemente è la verità: non sono angosciato, mi creda»

«Tu sei angosciaaaato, è inutileee che mi dici il contrario!»

«Va be’, sono angosciaaaato… e mi girano pure parecchio i cogliooooni… va bene adessoooo?»

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