CRUNT: quando si dice un “supergruppo”….

Ieri sera ero a cena da un caro amico, nonché mio pusher di vinile ufficiale. Dopo aver cenato, con le donne in cucina a chiacchierare e mia figlia sul divano a dormire beatamente, siamo andati nel suo studiolo dove ho subito iniziato a flautare con le dita sulle cassette dei 45 giri che il mio amico ha in vendita. Lì in mezzo ci trovo “Swine/Sexy“, unico 7” dei CRUNT del 1993 che contiene due pezzi del loro unico e omonimo album dello stesso anno. Sapendo che è un singolo della sua collezione, gli chiedo se lo vende o se è capitato lì per caso. Mi dice di sì, che lo vende, così lo prendo al volo assieme ad un altro bel 7″ dei Livids. Il mio amico insiste per regalarmi un bellissimo album dal vivo dei Testors, alcune spillette e pure una recentissima fanzine italiana di disegni r’n’r.
Emozionato dalla sua solita ma sempre toccante generosità, stringo il mio tesoretto e vado a svegliare mia figlia con delicatezza.

Crunt

Nel tragitto di ritorno a casa, alla guida della mia 500, inizio a pensare insistentemente ai Crunt. Una band superba che ricordo molto bene. Quando uscì il loro album ero a Bologna e andai da Sesto Senso ad affittare il cd subito doppiato su una cassetta che negli anni ho letteralmente consumato. I Crunt erano un supergruppo (post)punk, psichedelico e grunge-noise di stanza a Seattle. Un trio composto da Kat Bjelland delle Babes in Toyland e dal suo allora marito Stuart Gray, che era il leader dei grandiosi Lubricated Goat, con quella macchina da groove di Russell Simins della Jon Spencer Blues Explosion a battere il tempo e dare calore alla faccenda. La storia del gruppo finì presto perché marito e moglie di lì a poco si separarono. Un vero peccato.

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