CRAZY CHILDREN

TELEVISION
(Autoproduzione)

cover Crazy ChildrenSe volete ascoltare in anteprima il suono della fine del mondo procuratevi questo disco autoprodotto dei Crazy Children, atipico duo abruzzese chitarra-voce-batteria disturbato e disturbante.
Il loro tribalismo post-industriale da incantatori di serpenti è di una lentezza che spossa. Un unico mantra narcolettico, noise e super dilatato che fa perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Come un trip di pessimi psicofarmaci di fronte alla tv. Penso agli Hospitals che rifanno i Melvins, o viceversa.
Dal vivo i due indossano tute da meccanico e maschere da bambini a mo’ di cappello. Il batterista tira mazzate indicibili su una grancassa inclinata, timpano e rullante. Il chitarrista gratta una semi acustica come ci avesse un decespugliatore tra le mani per la prima volta. Sui loro volti tirati si legge un disagio reale. Perché in fondo non c’è proprio un cazzo da ridere, come mostrano le immagini sfocate dello splendido video di Into The Head accluso al cd.

Questa recensione, pubblicata su RUMORE di aprile 2010, l’ho fatta con immenso piacere e non solo per questioni “campanilistiche”. Quando ho visto i Crazy Children dal vivo mi sono piaciuti tanto sopra al palco e ancor più sotto al palco. E credetemi ciò significa molto, soprattutto ripensando al contesto nel quale li ho incrociati popolato di allegria artificiosa, immotivata esaltazione e fastidioso velinismo underground.

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