COUSIN BRIAN

FIRST
(Mallrat)

cover Cousin BrianGiovani ventenni di Philadelphia, come gli Eeries recensiti qualche pagina dopo, i Cousin Brian sono beffardi, orecchiabili e maledettamente diretti. In pratica una droga. Un tizio ha scritto che “in questo disco c’è un’energia nervosa che diventa contagiosa”. Verissimo. La combinazione quasi perfetta di college rock in odore punk, guitar pop, garage festaiolo, melodie acerbe e persino dream-pop (Disposer), crea una vera e propria dipendenza. Tanto per dire, nei ganci micidiali Tired e Comfortably Bummed c’è il post-punk dei Minutemen filtrato dai contemporanei Royal Headache e Cloud Nohing. Altrove ci si possono sentire persino gli Animal Collective o un incrocio tra gli Smiths col pepe al culo (Forfeit), i primi Supergrass e gli Housemartins (Fear Instilled). A voi questo piccolo capolavoro minore tutto da scoprire.

Recensione pubblicata su RUMORE #248 di dicembre 2012 e disco entrato con vigorosa freschezza nella mia top ten dell’anno.

Condividi sui social network