Copertine e indiani metropolitani come fosse antani

cover Travel CheckNell’apprestarmi a raccontarvi dei soliti singoletti (di)sgraziati in rigoroso vinile, questo mese sono incappato subito nei TRAVEL CHECK. Oltre al nome di merda che si sono scelti, del 7” Wild Tropics su Howlin’ Banana m’ha preso male anche l’immagine di copertina che sa troppo di indiani metropolitani ai quali ho sempre preferito la creatività greve e il turpiloquio gratuito come fosse antani, insomma. Ciò detto, i tre parigini sono indubbiamente gente in gamba. In Pokayoke paiono la versione roots e giusto un filo morriconiana dei Black Lips mentre in Sunday (In My Mind) virano sul garage vizioso dei Velvet Underground in chiave weird pop: una piccola gemma a cui segue Tripping Waves che farà scendere qualche lacrima a tutti coloro che dei Gun Club hanno amato soprattutto le ballate nostalgiche.
cover Wobbly LampsMi ha suscitato sensazioni opposte la copertina del 7” di debutto su Polyvinyl Craftsmen dei WOBBLY LAMPS, band inglese tutta riverberi, garage fuzz e pop lo-fi saturato come piace a noi perdenti che sulla musica della Grande Bretagna siamo rimasti a Fall, Billy Childish e Country Teasers. Al di là dei nomi appena citati, questi qui ci hanno diverse carte in mano che usano con la perizia dei vecchi croupier delle navi da crociera. L’indolenza ritmica e immediatamente contagiosa (tipo primi Strokes) di Never Ever Bloody Anything Ever, la scure crampsiana di Haxan e le nevrotiche fregole post-punk noise di Gretchen Fetchin lasciano un gran bel segno.
cover Ex ConCon la copertina del 7” degli australiani EX CON su Bon Voyage Records raggiungiamo l’apoteosi del cattivo gusto. In realtà la manica sfrangiata della tipa, il petto nudo e villoso del tizio, I collanoni di entrambi e più di tutto la mano del tipo che stringe i gioielli di famiglia, rappresentano un’altissima sublimazione del trash. I due sono la cantante Joanna Nilson e il chitarrista James Dalgliesh dei più noti (?) Slug Guts con un paio di album su Sacred Bones. Nei 3 pezzi, registrati live su un 4 tracce durante una notte balorda in un bar di Brisbane, sono accompagnati da una sezione ritmica degna dei Bauhaus. I quattro s’imbarcano in un viaggio di fortuna nella psichedelia r’n’r più inquietante, destrutturata e lugubre, a tratti dark (Cuda ’82), dove incontrano di tutto: carogne maleodoranti, demoni ubriachi, ragazze pom pom sfigurate dall’eroina. Ma, incredibilmente, sono loro ad essere schivati. Fantastici.
cover LividsIl lupo a bocca spalancata e canini in bella vista della copertina, rende bene l’idea della musica dei LIVIDS, vecchie (e nuove) glorie del garage-punk-r’n’r americano pronte a sbranarci il cuore. Testa e ugola del quintetto di Brooklyn è nientepopodimeno che il frontman dei New Bomb Turks Eric Davidson, arrembante come ai vecchi tempi in Midnight Stains, unico pezzo del 7” one sided pubblicato dalla nostra Goodbye Boozy. C’è poco da aggiungere se non che chi ama(va) i Turchi non rimarrà deluso. Per la cronaca questo singolo è uno dei quattro 45 giri che Davidson e i suoi hanno deciso di far uscire il 29 marzo, disseminandoli su varie micro etichette, al posto del canonico album.

Pezzo pubblicato su RUMORE #253 di maggio 2013.

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