Che ci fai ad Itri? Incontro degli amici

Perché suonare? Avendo (ri)iniziato in avanti con l’età, me lo chiedo spesso… vabbe’ ora c’è fuori il cd-libro degli AMELIE TRITESSE e ci sta portarlo in giro per capire come viene recepito… e poi c’è anche una forma di rispetto, di “debito”, nei confronti di chi lo ha prodotto… ma il punto è un altro… si va a suonare per sperare di incontrare gente come te, quindi sperare di farsi due belle chiacchiere e qualche bicchiere con gente che la pensa come te, esattamente come te: questa è la risposta, l’unica risposta… e la serata di Itri me lo ha confermato… un grazie enorme va a Simone Lucciola di Lamette e ai suoi “compari” del Portanova Club Daniel ed Emanuela: gentili come pochi, rilassati, gente per bene, insomma, e molto in gamba pure… un altro immenso grazie va a Fabio e Paolo di Brigadisco Records che ci hanno ospitato nella loro fantastica base: una vecchia casa nel borgo cittadino con sotto un bellissimo frantoio/grottino riconvertito in studio di registrazione… ragazzi svegli e in gamba pure loro che ci hanno trattato coi guanti e riempiti di fantastici dischi che producono con una passione sconfinata…

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… l’ultimo ringraziamento va ai ragazzi che hanno assistito al concerto con interesse e “vicinanza”, tra cui Emilio de Il Malpertugio e alla sua ragazza, al chitarrista degli Ava Kant (di cui mi scuso ma non ricordo il nome) anche lui accompagnato dalla sua ragazza…

A proposito degli Ava Kant riporto con piacere la recensione del loro bel disco, uscito guarda caso su Brigadisco, pubblicata su RUMORE di marzo 2011.

AVA KANT Highwave Star
(Brigadisco/Lotar/Delay)

cover Ava KantCerti dischi colpiscono subito. Magari perché sono nel formato 33 giri con tanto di vinile rosa. Magari perché dentro c’è anche il cd. Magari perché l’artwork di copertina è da urlo. E allora, rigirandotelo tra le mani, pensi che già va bene così. Ché magari l’ascolto ti deluderà e sarebbe un peccato. I fondani (nel senso di Fondi) Ava Kant sono degli eccezionali mezzofondisti (nel senso che escono alla distanza) del surf’n’roll strumentale. Immaginate David Lekuta Rudisha e Kenenisa Bekele alle chitarre, Wilson Kipketer al basso e Hicham El Guerrouij alla batteria in una corsetta defaticante tra Terracina e Sperlonga. Li si può quasi vedere strappare grantici stop & go surf-punk (Davie The Fuzzed), planare sulle ali del jazz da balera (Play It Again, Tony), cambiare marcia sulle dune di sabbia fine (Highwave Star). Persino fermarsi a fare due gocce (Pissing Man) e buttare giù un boccone (Bucatini). Sempre con stile impeccabile, eleganza e massima concentrazione.

Emilio de Il Malpertugio mi ha gentilmente lasciato il nuovo album autoprodotto della sua band. Fanno uno stoner duro e psichedelico il giusto che guarda indietro ai Kyuss e alla Seattle drogata non disdegnando di arrampicarsi nei territori del metal buono. Eccovi in assaggio il video della title track Sunset Screaming dove i ragazzi riescono a infilare persino uno scacciapensieri.

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