Bassomania

cover libro Bassi IstintiPABLO ECHAURREN
Bassi Istinti – elogio del basso elettrico
(Fernandel, pp. 188, Euro 14)

Per Pablo Echaurren nascere lo stesso anno in cui è stato varato il primo Fender Precision (1951) è stato un segno del destino, o una croce: dipende dai punti di vista. Anche se poi si è affermato come sopraffino dipintore et funambolico scrittore, il passo verso la “monomania, delirio di onnipossanza, bulimia” nei confronti del baso elettrico è stato davvero breve. Ciò significa far diventare questione di vita o di morte possedere un Framus come Bill Wyman, l’Hofner Cavern di Paul McCartney, il Gibson Thunderbird, un qualsiasi meraviglioso Rickenbacker, un Burns con le corna da bisonte, un “missilistico & contadinesco” Billy-Bo Gretsch, un cornutello Longhorn Danelectro. Così come carezzare le curve sinuose della Vox made in Recanati e quelle spigolose della Hagstrom o, ancora peggio, inerpicarsi nei “territori inesplorati e poco prezzati” di roba esotica griffata Teisco, National, Guyatone, Kay, Klira, Kent, Jolana, Hoyer, Hondo, Tokay e vai e vai. Per non parlare dell’italico artigianato fuori di testa che risponde(va) al nome di Eko, Crucianelli e, soprattutto, Wandrè, ovvero Antonio Pioli, “misconosciuta anarcodivinità” da poco scomparsa e tutta, ma proprio tutta, da riscoprire. Ciò significa anche farsi ogni mattina il giro di Peppe su e-bay, siti specializzati, magazzini on line, mercatini musicali, scambisti maniacali e persino assoldare un personal bass shopper cazzuto come Lorenzo Pelle dei surfurei bolognesi Faraons. E non ha nessuna importanza se tutto questo lo si fa non potendo neanche allacciare le scarpe a gente come Mike Watt e Les Claypool (ma manco a Sid Vicious o a chi per lui).
Il vecchio Pablito sta a metà tra il genio e lo scemo di quartiere. Proprio come la buonanima di Dee Dee Ramone, suo indiscusso mito. Un indefesso onanista delle 4 corde che per saziare la sua bassa rota sfranteca i coglioni a negozianti, rappresentanti, loschi pusher del vintage, fino agli uffici commerciali di Rickebacker e Gretsch che sistematicamente gli rifilano il due di picche telematico. Bassi Istinti è un gran libro dalla scrittura muy vervosa e dalla rima che si fa prosa: l’ipotetico risultato di un’improbabile jam tra Ric & Gian e Andrea Pazienza. Ma io non faccio molto testo essendomi testé accattato un catorcio prodotto in DDR nei primi ‘70 che risponde al nome di Musima deluxe 25 B. Un pezzo di legno con 4 corde sul quale, ça va sans dire, non so mettere mano. Ancora meno dell’autore di questo eccezionale libercolo.

La recensione che avete appena letto è stata pubblicata su Rumore di settembre 2009. Quello che vedete sotto è il mio meraviglioso pezzo di legno.

Musima Deluxe 25 B

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